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Ultime Notizie
Agenda appuntamenti del 6 febbraio 2009
Agenda. Tutti i pezzi
5 febbraio 2009 - Ecco i principali appuntamenti di venerdì 6 febbraio in Italia e nel mondo.
LUSSEMBURGO - Tra Sacro e Profano. Capolavori del XVII secolo nelle raccolte della Banche Italiane.
TEL AVIV - Sounds and Visions. Artists’ Films and Videos from Europe.
NEW YORK - Sign of sound. Performance Fabiana Yvonne,  Lugli Martinez e Matthew Garrison.
MOSCA - Vertice Ue-Russia.
MONACO - 45mo convegno sulla Sicurezza, presente tra gli altri il vice presidente americano Joe Biden, il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, il presidente della commissione Ue Barroso. Per l'Italia partecipa il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
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Cinema, no a proiezioni di 'Ex' nelle sale parrocchiali
Percorsi nel cinema
5 febbraio 2009 - Niente ' Ex' nelle sale parrocchiali. Per il film corale di Fausto Brizzi, in uscita venerdì 6 febbraio, nessuna proiezione sugli schermi parrocchiali. Nella pellicola, il prete interpretato da Flavio Insinna abbandona la tonaca per amore. Il film, infatti, è stato considerato nella classifica stilata dalla Commissione Nazionale di valutazione Film, curata dall'Acec per conto della Cei "sconsigliabile, non utilizzabile, superficiale". Un giudizio che porta alla sua esclusione dalla programmazione delle circa mille sale riunite dall'Associazione Cattolica Esercenti Cinema.
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Battisti, Pe: Brasile tenga conto sentenza Italia
Cesare Battisti. La giustizia brasiliana nega l'estradizione e lo rende "rifugiato politico" 
5 febbraio 2009 - Con 46 sì, 8 no e nessun astenuto il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sul caso di Cesare Battisti, con la quale si confida che il riesame della decisione da parte del Brasile tenga conto della sentenza emessa da uno Stato dell'Ue "nel pieno rispetto dei principi di legalità su cui si fonda l'Ue". Presentata dai gruppi del Ppe, Pse, Liberaldemocratici e Uen, la risoluzione è stata posta in votazione dopo che la socialista Martine Roure e il verde Gerard Onesta avevano sollevato la questione della scarsa presenza di deputati al momento del voto.
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Omicidio di Garlasco, Panorama: ecco il materiale sul pc di Stasi
Omicidio di Garlasco. Tutti i pezzi
5 febbraio 2009 - Foto, film a luci rosse, racconti hard e riprese personali. Il settimanale Panorama, in edicola il 6 febbraio, pubblica un servizio di cui è stata data un'anticipazione, con un elenco del materiale e di che tipo, trovato nel computer di Alberto Stasi, unico indagato nell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Ci sono  file musicali, foto pedopornografiche (per le quali Stasi è già indagato), ma anche di aerei, donne violentate, persone sofferenti.
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Arte, Croppi: vogliamo aprire casa Balla a Roma
Percorsi nell'Arte, nell'Architettura, nel Design e nella Fotografia 
5 febbraio 2009 - La casa dove il pittore futurista Giacomo Balla trascorse nella capitale gli ultimi 30 di vita, diventerà fruibile "almeno per gli studiosi". È quanto assicura l'assessore alla cultura del Comune di Roma Umberto Croppi, che ha fatto un sopralluogo nell'abitazione in via Oslavia, nel quartiere Prati, dopo un falso allarme stampa di infiltrazioni d'acqua nell'appartamento. "È un oggetto d'arte straordinario - ha detto estasiato l'assessore - pieno di decorazioni e dove la maggior parte dei mobili sono stati costruiti dalle mani dell'artista. Un valore incalcolabile sul mercato perché praticamente si tratta di un'opera d'arte tridimensionale.
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Meteo, in arrivo piogge e temporali sul centro-nord
5 febbraio 2009 - In arrivo pioggia e temporali sull'Italia centro-settentrionale. Il tutto è causato da una nuova perturbazione di origine che sta raggiungendo la penisola. Per questo, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un allerta meteo valido dalle prime ore di venerdì 6 febbraio: gli esperti prevedono temporali localmente anche molto intensi e venti forti su tutto il nord Italia e sulle regioni centrali tirreniche. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso sulle Alpi a quote superiori agli 800-1.000 metri.
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Moto Gp, Valentino Rossi cade durante le prove, nessun danno
Moto Gp 2009. Tutti i pezzi 
5 febbraio2009 - Durante le prime prove ufficiali del motomondiale, in Malesia, Valentino Rossi finisce a terra senza conseguenze. Dopo essersi tagliato mano e piede sinistri due giorni fa per un banale incidente domestico, il pesarese è caduto oggi nella prima giornata di test della nuova Yamaha sul circuito di Sepang. Fortunatamente, non si è fatto nulla. “Niente di grave - ha detto Rossi ai box -. È solo che mi fanno male le mie ferite".
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Fratellini di Gravina, oggi si decide sull'archiviazione
Fratellini di Gravina. Tutti i pezzi
5 febbraio 2009 – Ha preso il via oggi presso il Tribunale di Bari, l’udienza a porte chiuse per discutere l’opposizione alla richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura, nell’ambito dell'inchiesta contro Filippo Pappalardi, il papà dei fratellini di Gravina di Puglia, Ciccio e Tore.
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Salute, al via la campagna antifumo voluta dal governo
5 febbraio 2009 - Il fumo uccide 5,4 milioni di persone nel mondo ogni anno, di cui 80.000 in Italia. Il ministero del Welfare ha pertanto deciso di lanciare una nuova campagna antifumo, che ha per obbiettivo la riduzione del numero di fumatori abituali, la sensibilizzazione dei fumatori sui danni provocati agli altri, al fine di tutelare i non fumatori e la prevenzione dell’avvicinamento dei giovanissimi alle sigarette.
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Delitto Perugia, Sollecito spostato da Terni a Perugia
Delitto Perugia. Tutti i pezzi
5 Febbraio 2009 – Dopo essere stato spostato dal carcere di Terni a quello di Perugia, Raffaele Sollecito domani prenderà parte, davanti alla Corte d'assise di Perugia, alla seconda udienza del processo per l'assassinio di Meredith Kercher nel quale è imputato con Amanda Knox (tutti e due hanno comunque sempre negato qualsiasi addebito). A quanto si apprende dall’ Ansa, il trasferimento è connesso proprio alle necessità processuali.
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Caravaggio, il genio ribelle PDF Print E-mail
Wednesday, 28 February 2007

Le luci dei riflettori non si spengono mai su Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio. Continua ad attrarre l'attenzione di studiosi e non, con sceneggiati, opere riattribuite, scoperte inedite e libri sulla sua vita: il suo è veramente un successo senza fine. Ve lo raccontiamo
di Fabio Massimo Penna

Uno sceneggiato televisivo con Alessio Boni, la scoperta dell’atto di battesimo che ne trasferisce il luogo di nascita da Caravaggio a Milano, la riattribuzione dell’opera “La chiamata dei santi Pietro e Andrea” trovata nei magazzini della Royal Gallery di Hampton Court, l’uscita del romanzo di Andrea Camilleri “Il colore del sole”, ispirato alla sua vita, testimoniano dell’interesse sempre vivo per un personaggio come Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio .

La statura del personaggio è tale da superare l’usura del passare dei secoli e i limiti imposti dalla restrizione della sua attività al solo ambito pittorico: i suoi capolavori e gli incredibili eventi della sua vita continuano a lasciare a bocca aperta il pubblico di tutto il mondo senza distinzioni di età, cultura, ceto sociale o sesso.

Cappella Cerasi. Il maestro lombardo nel settembre del 1600 stipula un accordo con il cardinale Cerasi per due dipinti “La conversione di San Paolo” e il “Martirio di San Pietro”.
Le due grandi tele conservate nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma raffigurano i protagonisti a grandezza naturale in opere che emanano la grandezza del suo virile pessimismo.
Nella “Conversione di San Paolo” il punto di vista dello spettatore coincide con quello del santo, steso in terra per la caduta, su cui incombe la figura enorme del cavallo che occupa quasi tutta la tela. La presenza divina si mostra nella luce che investe il manto del cavallo e i cui riflessi accecano San Paolo disteso in terra.
La novità del “Martirio di San Pietro”, anch’esso inquadrato in una ripresa ravvicinata, non risiede tanto nella disposizione incrociata delle figure inghiottite dall’oscurità ma dalla fatica serena degli aguzzini, privi di crudeltà ed intenti al loro lavoro con il dignitoso impegno di semplici operai.

Cappella Contarelli. E’ il capolavoro assoluto del Caravaggio ed è anche la sua prima importante commissione romana (1599-1602). La cappella si trova nella chiesa di San Luigi dei francesi ed era di proprietà di Mathieu Cointrel che desiderava farla decorare con scene della vita di San Matteo.
La commissione fu inizialmente affidata al Cavalier d’Arpino ma in seguito trasferita al giovane pittore lombardo.
Caravaggio iniziò realizzando “Il martirio di San Matteo”, tela sovraffollata in cui la luce che scende dall’alto colpendo il santo e l’aguzzino chinato su di lui. Gli effetti luministici e l’angelo che da una nuvola tende la palma del martirio da Matteo donano all’opera una concitata drammaticità.
Segue la realizzazione de “La vocazione di San Matteo” che, per il suo gioco di luci ed ombre ed il silente dialogo dei protagonisti, diviene una sorta di scuola per gli artisti successivi. Più tribolata è invece la gestazione di “San Matteo e l’angelo”, la cui prima versione fu respinta dai preti di San Luigi, perché rappresentava il santo come un rozzo ed ignorante contadino, a cui fece seguito una seconda versione che per la impostazione più classica e composta risultò inattaccabile da parte degli ecclesiastici.

Cavalier d’Arpino. I primi anni romani del Caravaggio registrano un soggiorno di alcuni mesi presso Giuseppe Cesari di Arpino, pittore di pochi anni più anziano ed anche lui talento precoce, presso il quale il Merisi si specializza in nature morte (soprattutto fiori e frutta).
E’ un periodo al quale si è soliti far risalire “Bacchino malato” e “ragazzo con canestro di frutta”, opere che sarebbero state sequestrate dal fisco al Cavalier d’Arpino il 4 maggio 1607. Ma la collaborazione con il più anziano maestro diviene presto troppo stretta per l’artista lombardo che decide di lasciare la bottega per provare “a stare da se stesso”. Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino (1568-1640), ebbe a Roma incarichi di grande prestigio: dagli affreschi del palazzo dei Conservatori, a quelli di S.Giovanni in Laterano, alla Cappella Contarelli, alla Cappella Paolina in S. Maria Maggiore, alla direzione della decorazione musiva della cupola di San Pietro.

Date. Tale è l’alone di mistero che avvolge la vita del grande Caravaggio che non vi è accordo neanche sulla data e sul luogo della sua nascita. Tradizionalmente si tende a far oscillare la data di nascita tra il 1571 (probabilmente il 29 settembre) e il 1573 (datazione che lo apparenterebbe ai divini pittori morti a 37 anni, Raffaello e Parmigianino). Il luogo di nascita è stato individuato o in Caravaggio, cittadina in provincia di Bergamo, o in Milano.
La recente scoperta da parte di Vittorio Pìrami negli archivi della parrocchia di Santo Stefano in Brolo a Milano dell’atto di battesimo di Michelangelo Merisi fa propendere per la nascita dell’artista a Milano  nel 1571.
Un’ipotesi valida è quella che lo vedrebbe nascere a Milano da famiglia originaria di Caravaggio.

Dialogo. Le opere di Caravaggio sono spesso dominate da un alto senso della teatralità che si traduce in uno scambio di sguardi e gesti di straordinaria intensità. In questo senso è esemplare la tela “La vocazione di San Matteo” conservata a Roma nella Chiesa di San Luigi dei francesi.
La scena si svolge in una stanza in penombra dove l’esattore delle imposte Matteo ed i suoi compagni di lavoro sono ritratti seduti ad un tavolo mentre stanno contando il denaro e Cristo e San Pietro appena entrati sono raffigurati in piedi di fronte a loro. Mentre gli altri continuano a contare le monete Matteo e due fanciulli, accortisi della presenza di Gesù e Pietro, rivolgono lo sguardo verso di loro. Gesù solleva la mano destra ad indicare Matteo, in un gesto che viene replicato da Pietro e Matteo colto da un fascio di luce divina indica se stesso come a domandare: “Vuol me?”: in un ambiente abitato da un’umanità fatta di imbroglioni, furbi e scommettitori il peccatore Matteo è l’unico a venir investito dalla grazia, l’unico a rispondere alla chiamata che lo strappa alle tenebre dell’esistenza per riportarlo alla luce della vita.

Ombre. Di straordinaria novità è il rapporto che Caravaggio stabilisce tra la luce e l’ombra nelle sue opere. Le sue scene sono, infatti, immerse in un’infinita oscurità da cui le figure emergono bagnate da una luce radente e violenta. L’importanza di questa scelta stilistica viene sottolineata da Adolfo Venturi in “Disegno storico dell’arte italiana”: “…Dalle opere giovanili, composte ad armonia di chiari colori, sotto luci bionde e velari leggieri di ombre trasparenti, alle ultime cupe e notturne, schiarite da luci crude e costrette, l’arte del Caravaggio sempre più afferma i suoi principi fondamentali plastico-luminosi…”; secondo Matteo Marangoni ( “Caravaggio”, 1922) il gioco di luci e ombre sarebbe necessario alla ricerca di unità e di stile “…un mezzo a mettere in valore certe parti e linee essenziali delle cose, facendole affiorare nella luce e ad eliminare nelle tenebre altre secondarie, inutili o dannose ad una coincisa rappresentazione.”

Realismo. “…Per l’orrore che egli sentiva dell’ideale sciocco, il Caravaggio non correggeva nessuno dei difetti dei modelli ch’egli fermava per strada per farli posare. Ho veduto a Berlino alcuni suoi quadri che furono rifiutati dalle persone che li avevano ordinati perché troppo brutti. Il regno del brutto non era ancora arrivato…” così il grande scrittore francese Stendhal nell’Ottocento scriveva dell’arte di Caravaggio.
La ricerca di un modello di bellezza ideale, di una perfezione che fosse superiore a quella della natura era un’ idea che aveva sempre caratterizzato le opere d’arte; ma a Caravaggio i conti non tornavano, lui non voleva essere maestoso o “pieno di grazia” lui voleva rappresentare la verità così come essa si presentava. E quella che i vicoli di Roma gli proponevano era una realtà violenta e popolana in cui si poteva ricercare il divino in una prostituta annegata od in un cesto pieno di frutta andata a male. Non abbelliva la natura ma restava con ostinazione fedele al vero, rappresentava i suoi umili personaggi rendendoli con immagini di immediata potenza. Nasce anche da qui l’ idea dell’artista ribelle, dell’anticonformista che con la sua rivoluzione traghetta l’arte italiana ed europea dall’idea di bellezza ideale a quella di un pronunciato senso realistico.
Il suo estremo realismo risvegliò l’originalità di pittori che, pur non essendo suoi allievi diretti, sentirono in  maniera prepotente la sua influenza: Orazio e Artemisia Gentileschi, il Guercino, Bartolomeo Manfredi, Simon Vouet, Mattia Preti, Valentin de Boulogne. Questi artisti raccolsero il testimone della sua arte e portarono avanti una rivoluzione pittorica i cui benefici si sono sentiti fino ad oggi.

Scandali. Il rapporto tra Caravaggio e la committenza ecclesiastica è difficile e tormentato poiché, nel suo carattere esplosivamente innovativo, il realismo di Caravaggio viene spesso visto come privo di decoro ed irrispettoso. Nel 1602 ad esempio è il “San Matteo e l’angelo” (nella prima versione andata distrutta durante la Seconda guerra mondiale) a venir rifiutato dai preti di San Luigi dei francesi per quel San Matteo che più che un santo sembra un rozzo ed incolto contadino a cui l’angelo deve guidare la mano sul libro per aiutarlo nella faticosa lettura. Le lamentele dei rappresentanti del clero erano per il pittore lombardo un fatto piuttosto frequente meno prevedibile doveva essere, invece, la reazione dei popolani che si sentirono derisi dalla rappresentazione che di loro veniva data ne “La Madonna dei pellegrini” (Roma, Chiesa di Sant’Agostino): quei pellegrini inginocchiati di fronte alla Vergine con in primo piano i piedoni sudici di lui e lei con quella sdrucita e sporca cuffia in testa erano certo realistici, ma molti avrebbero preferito qualche ritocco, qualche abbellimento che li rendesse più “decorosi”.
Lo scandalo più grande è, però, quello suscitato dalla “Morte della Madonna” conservata al Louvre, ultimo grande lavoro realizzato da Caravaggio a Roma (1605-1606).
Che la motivazione sia da attribuire al fatto che la modella della Madonna del quadro è probabilmente una prostituta già utilizzata dal pittore in altre occasioni o alla ragione che “…aveva fatto con poco decoro la Madonna gonfia e con le gambe scoperte” (Giovanni Baglione) poco importa, fatto sta che l’opera fu rifiutata dai “buoni padri”(i carmelitani scalzi) e levata dalla cappella Cherubini di Santa Maria della Scala in Trastevere.
Grazie all’intervento del giovane Rubens il quadro viene alla fine acquistato da Vincenzo I Gonzaga che lo espone nel 1607 nel suo palazzo romano attirando una marea di artisti che rimanevano incantati di fronte a quel “capolavoro rifiutato”.

Ultimi anni. Vedere uno dei massimi geni dell’arte mondiale coinvolto in una volgare rissa da osteria fa uno strano effetto. Ed immaginare Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, invischiato in tafferugli come un ultrà qualsiasi risulta problematico ma dobbiamo pur dar conto dei fatti avvenuti in quel maledetto 29 maggio 1606 che sfociarono nella morte Ranuccio Tomassoni da Terni.
Andiamo con la mente alla famosa partita della pallacorda disputata al Campo Marzio nella quale, per un fallo di gioco, si scaldano gli animi e si scatena una violenta rissa: sono quattro contro quattro e lo scontro si conclude con Caravaggio ferito e Ranuccio Tomassoni  disteso senza vita in terra. Per un artista che aveva già sfidato le autorità ecclesiastiche con il San Matteo dall’aspetto di rude ed incolto contadino della prima versione di “San Matteo e l’angelo” (1602) o con l’irriverente Vergine scomposta e gonfia della “Morte della Madonna” (1605-1606), oggi conservata al Louvre, questa ennesima disavventura è decisamente una brutta tegola.
Ranuccio era un arrogante attaccabrighe ma apparteneva ad una famiglia potente, filo-spagnola ed il cui banchiere di fiducia era il marchese Vincenzo Giustiniani: al buon Caravaggio non restava altro da fare che scappare.
Cominciano le peregrinazioni dell’artista lombardo nei possedimenti del principe Marzio Colonna (Palestrina, Paliano e Zagarolo) ed alla fine del 1606 il trasferimento a Napoli.
Durante il soggiorno nel capoluogo campano Caravaggio dipinge capolavori quali "Le sette opere di misericordia" (Napoli, Chiesa del Pio Monte della Misericordia) e la "Madonna del Rosario" di Vienna mentre risulta difficile stabilire l'esatta data della "Flagellazione" oggi conservata al Museo di Capodimonte (primo soggiorno napoletano, 1607, o secondo soggiorno napoletano, fra il 1609 e 1610).
Nel giugno del 1607 l'artista lascia Napoli per recarsi a Malta spinto dal desiderio di trovare protezione e probabilmente dalla possibilità di ottenere il cavalierato dell'Ordine di San Giovanni. Grazie alla mediazione dei Colonna, conosce il Gran Maestro dell’Ordine, Alof de Wignacourt,al quale dedica due ritratti (il "Ritratto di Alof de Wignacourt con un paggio" conservato al Louvre e il "Ritratto di Alof di Wignacourt Gran Maestro dei cavalieri di Malta" conservato a Rabat). Il 14 luglio 1608 viene accolto nell’ordine  di Malta come cavaliere di Grazia: è la tanto attesa occasione per riabilitarsi, infatti entrare nell’Ordine dei Cavalieri di Malta significa potersi lasciare alle spalle il passato e raggiungere un’agognata vita di onori ed agiatezze. Eppure un destino baro e beffardo si diverte sempre a giocare brutti tiri all’artista lombardo che, forse per aver offeso un potente cavaliere o forse perché le notizie  dell’omicidio di Ranuccio Tommasoni sono giunte alle orecchie del procuratore fiscale dell’ordine maltese, viene rinchiuso nel Castello di S. Angelo.
Caravaggio evade dal Castello di S. Angelo e fugge da Malta per approdare, il 6 ottobre 1608, con mezzi di fortuna, a Siracusa in Sicilia mentre le appena raggiunte sicurezze dovute all’appartenenza all’Ordine di Malta svaniscono così come erano arrivate: il 6 dicembre 1608 viene espulso con disonore dall’Ordine dei Cavalieri di Malta. A Siracusa dipinge “Il seppellimento di Santa Lucia” mentre l’anno seguente giunge a Messina dove realizza un capolavoro come “La resurrezione di Lazzaro”, opera tendente al monocromo, con le figure bagnate da una luce radente ed avvolte da una oscurità diffusa. Temendo di venir raggiunto dai Cavalieri di Malta anche qui  il pittore si reca a Palermo, da dove si imbarca per Napoli.
Neanche nel capoluogo partenopeo Caravaggio può stare tranquillo: all’uscita da una locanda subisce un’aggressione e le ferite che ne riporta sono così gravi che a Roma vien dato l’annuncio della sua morte: “Si ha di Napoli avviso che fosse stato ammazzato il Caravaggio, pittore celebre”.
Invece il Merisi si riprende ma ormai l’appuntamento con la morte è solo rinviato.
Raggiunge in nave la spiaggia di Porto Ercole, dove viene colto da febbri malariche che ne stroncano le resistenze.
Ma neanche la dipartita del pittore consiglia al destino di smettere di farsi gioco di lui: poco dopo il suo decesso, infatti, gli viene concessa la tanto agognata, ma oramai inutile, grazia.

Fabio Massimo Penna

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, biografia
Caravaggio, una vita maledetta, una vita da film 

Last Updated ( Thursday, 18 December 2008 )
 
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