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Giornalista e scrittore italiano, nato a Torino il 13 ottobre 1964.
Marco Travaglio. Un vento di bufera sull'Italia
Marco Travaglio nasce nel capoluogo piemontese, e consegue la maturità classica al liceo salesiano “Valselice”, per poi laurearsi in storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Avvia la propria attività come giornalista freelance in piccole testate dell’area cattolica locale, fra cui “Il nostro tempo”. È nella redazione di questo giornale che conosce Giovanni Arpino, che lo presenterà a Indro Montanelli nell’autunno del 1987. Alla vigilia di Pasqua dell’anno seguente Montanelli lo chiama come suo collaboratore a Il Giornale, per il quale lavorerà come vice-corrispondente torinese fino al 1992. Nello stesso anno diventa giornalista professionista. Quando nel 1994 Montanelli lascia la direzione del quotidiano da lui fondato 20 anni prima, Travaglio lo segue insieme ad altri redattori, dando vita alla breve esperienza de La voce, che chiuderà i battenti nel ’95.
In questo periodo collabora con numerose altre testate, tra cui Cuore, Il Messaggero, Il giorno, L’Espresso e con la storica trasmissione Il fatto di Enzo Biagi. Specializzato in cronaca giudiziaria ed esperto dei temi legati all’antimafia, è tra i principali cronisti a seguire le vicende di Tangentopoli nei primi anni Novanta, formulando inchieste e raccolte storico-giornalistiche. Nel 1998 è assunto dalla redazione de La Repubblica. Tra la fine del 1999 e l’inizio del 2001 Travaglio pubblica sul settimanale di destra Il Borghese la versione integrale, a puntate, della intercettazioni telefoniche da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei militanti di Lotta Continua, suscitando molte polemiche.
Autore di numerosissimi libri di inchiesta, che ottengono sempre un vasto successo di pubblico, Travaglio esordisce come scrittore nel 1993 con “Storia del razzismo”. Tra i libri più noti che ha scritto si annoverano “L’odore dei soldi”, pubblicato nel 2001 – che gli costa l’allontanamento dagli schermi, in seguito alla presentazione dell’inchiesta sull'origine dei capitali di Silvio Berlusconi durante il programma “Satyricon” di Daniele Luttazzi - e “La repubblica delle banane”, scritto con Peter Gomez e dato alle stampe nello stesso anno. Farà seguito nel 2003 “Bananas. Un anno di cronache tragicomiche dallo stato semilibero di Berlusconia”. L’omaggio al maestro con “Montanelli e il Cavaliere. Storia di un grande e di un piccolo uomo” è del 2004. Racconta poi la vicenda della censura subita da lui e molti altri con quello passato alla storia come “l’editto bulgaro” con il libro “Regime”, ancora nel 2004. Nel 2005 invece escono “L’amico degli amici” sulla vicenda Dell’Utri, “Intoccabili” sul processo a Giulio Andreotti, “Berluscomiche” e “Inciucio”. L’anno successivo da alle stampe “Le mille balle blu”, “La scomparsa dei fatti” e “Onorevoli Wanted”. Nel 2008 invece sono usciti, tra gli altri, “Se li conosci li eviti” e “Il bavaglio”.
Travaglio è tornato sul piccolo schermo con Michele Santoro, nel settembre 2006, ospite fisso della trasmissione “Anno Zero”, in cui tiene una rubrica di approfondimento chiamata “Arrivano i mostri”. L’ultima polemica legata alle sue dichiarazioni risale al maggio 2008, quando parla del presidente del Senato Renato Schifani durante la trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”. Risale allo stesso periodo l’avvio della trasmissione in streaming “Passaparola” sul blog di Beppe Grillo, che il giornalista conduce. Cura inoltre un seguitissimo blog, “Voglio scendere”, insieme a Peter Gomez e Pino Corrias. Attualmente vive a Torino, e collabora con numerosi quotidiani e periodici italiani, tra cui La Repubblica, L’Unità, L’Espresso, A e Linus.
Hanno detto di lui:
“No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio” (Indro Montanelli)
“Non nominatemelo. Perché a sentire il suo nome mi viene l’orticaria” (Fausto Bertinotti)
“Travaglio è uno sporco fascista di destra” (Francesco Cossiga)
“Ora vi presento quello che io vorrei come ministro della Giustizia: Marco Travaglio” (Beppe Grillo)
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