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Cantante e autore di musica rock, nato a Zocca (MO) il 7 febbraio 1952
Vasco Rossi, trent'anni vissuti in classifica
Percorsi nella Musica
Il nome Vasco lo sceglie il padre, in ricordo di un vecchio compagno di prigionia in Germania. Le prime lezioni di canto, volute dalla madre, arrivano molto presto e all’età 14 anni entra a far parte del suo primo gruppo musicale, i "Killer", poi ribattezzato "Little Boys".
A Bologna ottiene il diploma di ragioneria e si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio, che abbandona presto per quella di Pedagogia, nel 1972, subito prima di avvicinarsi a una delle esperienze più importanti della sua carriera, le “radio libere”. Punto Radio prende le mosse dalla discoteca Punto Club, raccogliendo lo stesso gruppo: Vasco Rossi, Maurizio Solieri e Massimo Riva, successivamente chitarristi e compositori storici del cantante.
Il primo disco di Vasco, “Ma cosa vuoi che sia una canzone”, esce nel 1978, grazie al contatto con Gaetano Curreri, musicista di Lucio Dalla e futuro leader degli Stadio, seguito da “Non siamo mica gli americani” (1979) e “Colpa di Alfredo” (1980) la cui title-track viene censurata dalle radio e scatena aspre critiche perché contiene termini come "negro", "troia" e "stronza". Ma intanto arriva il successo, con “Domenica In”, dove però l’esibizione di " Sensazioni forti" gli costa un bollino di giornalisti e pedagoghi come “cattivo esempio per i giovani”. Eppure la canzone “Siamo solo noi”, inserita nell’omonimo album del 1981, diviene una sorta di inno generazionale.
Al Festival di Sanremo Vasco ci arriva nel 1982, con “Vado al Massimo”, che si classifica ultima. L’anno seguente il “rocker” guadagna una posizione con “Vita spericolata".
Nel 1983 esce il sesto album, “Bollicine”, simbolo dell’ascesa al successo, grazie anche alla title-track, che trionfa a Sanremo.
L’anno seguente viene pubblicata la prima raccolta live, “Va bene, va bene così” e poco dopo, il 20 aprile, viene arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti: nel casolare di Casalecchio, dove abita insieme ad altri componenti della sua band, vengono infatti rinvenuti 26 grammi di cocaina. 22 giorni di carcere prima che Vasco ottenga la libertà provvisoria e, nel processo, venga scagionato dall’accusa per spaccio. Tuttavia quella di detenzione di sostanze stupefacenti lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale.
“Cosa succede in città” esce nel 1985, un anno prima della nascita del primo figlio, mentre “C'è chi dice no” è del 1987. Mentre nell’ ’89 esce “Liberi liberi” il successo di pubblico aumenta e l'album live tratto dall’ultimo tour, “Fronte del palco” (1990) precede due concerti storici, uno allo stadio San Siro di Milano e uno al Flaminio di Roma, immortalati in "Vasco Live 10.7.90 San Siro" (1991).
“Gli spari sopra” (1993) vince 10 dischi di platino e due anni dopo Vasco è di nuovo protagonista a San Siro con un doppio concerto evento, “Rock Sotto l'Assedio”. Nonostante il rocker abbia dedicato questo concerto alla memoria delle atrocità della guerra in Jugoslavia, niente dell’incasso viene devoluto in beneficenza, cosa che costa nuove polemiche.
“Nessun pericolo... per te” (1996) contiene “Gli angeli”, il cui video viene diretto dal regista Roman Polanski. Nel 1998 esce “Canzoni per me”, in cui Vasco abbassa i toni e torna all’autorialità e vince il suo Festivalbar con “Io no”. “Rewind”, del 1999, viene seguito dal live “Rewind tour”. L'inseparabile "compagno di avventure" Massimo Riva muore di overdose a pochi giorni dalla partenza del tour.
Continua intanto nel 2000 l’attività di Vasco come autore, soprattutto per Patty Pravo , mentre nel 2001, dopo l’uscita di “Stupido hotel”, il cantante trionfa ancora al Festivalbar con “Ti prendo e ti porto via”. Nel 2002, invece, è tempo di revival, con la prima raccolta “ufficiale” targata EMI, dal titolo “Tracks”, seguita da relativo concerto-evento, di nuovo a San Siro, filmato in “Vasco @ San Siro '03”. Nel 2004 l'album “Buoni o cattivi” verrà distribuito anche negli Stati Uniti, prima di comparire in diversi dvd, tra esibizioni dal vivo e “movie-clip”.
Il 17 dicembre 2005 Zocca, la sua città natale, gli dedica un tributo, con una mostra fotografica e una serie di celebrazioni in suo onore.
Nel 2007 il brano “Basta poco” esce prima solo in radio e via web e poi compare nel mini cd “Vasco Extended Play” insieme a un video e a una cover di Battisti/Mogol.
Hanno detto di lui:
"Vasco Rossi... Per descriverlo , mi ci vorrebbe la penna di un Grosz, di un Maccari: un bell'ebete, anzi un ebete piuttosto bruttino, malfermo sulle gambe, con gli occhiali fumè dello zombie, dell'alcolizzato , del drogato "fatto" " (Nantas Salvalaggio)
"negli anni '80 è il personaggio che conta, è la sua figura ancora magra e sbattuta, che si presenta sui palchi di tutta Italia con magliette sdrucite, look da tossico di strada, capelli incolti e occhiali da sole anche di notte, aggrappato all'asta del microfono a urlarci dentro i suoi versi, spesso stridenti nella loro intimità rivelatrice del carattere fragile dell'uomo con l'immagine strafottente del personaggio" (Emiliano Merlin)
"A tutti gli imbarazzi, alle incoerenti vertigini, agli sbagli sempre incombenti che mai circoscrivono,
de-limitano, nel loro “essere”, la persona. A tutto il “vivere” che non riuscirò mai a dire in un breve
saggio, a Vasco ho voluto rimaner fedele cercando di rispecchiare, con sincero sforzo, il suo errare
ondivago fra le incomprensioni, spesso assurde e paradossali, di una vita, di cui la noia destabilizza
il percorso". (Michele Caporale)
"Un capo, una luce, una specie di fede. Questo è Vasco, per me. E io per lui". (Massimo Riva)
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