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La più ‘nera’ delle nostre cantanti, da quasi cinquant’anni sempre sulla breccia torna nei negozi di dischi con la sua ultima fatica, fatta di duetti, inediti rigorosamente in...spagnolo.
di Alessandro Coppola
Esce domani il nuovo album di Mina,"Todavia". Un repertorio di canzoni degli ultimi 15 anni riarrangiate, risuonate e ricantate. La nuova fatica della cantante si arricchisce anche di tre classici e di alcuni duetti. Todavia nasce come tentativo di dare una testimonianza dell'artista Mina come è oggi, riflessa in lingua diversa dall'italiano, lo spagnolo, ma sempre fedele al proprio stile e alla propria cifra espressiva.
In Todavia troviamo la Tigre di Cremona assieme a personalità del calibro di Tiziano Ferro ("Cuestion de feeling"), Miguel Bosè ("Agua y sal") e il capitano dell'Inter, Javier Zanetti ("Parole Parole"). Due gli inediti: "Valsinha", scelta da Chico Buarque de Hollanda e "Sin piedad" di Joan Manuel Serrat.
La ricorrenze sono spesso un pretesto per parlare di grandi personaggi. Dunque: nel gennaio dello scorso anno si è sposata Mina, all’anagrafe Mina Anna Mazzini , forse (ma i fan più accaniti non hanno dubbi) la più grande cantante italiana di sempre. E’ il terzo matrimonio dopo quelli con l’attore Corrado Pani e il giornalista Rai Virgilio Crocco, entrambi scomparsi prematuramente.
Nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940, alcuni mesi dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Cremona, dove rimane fino ai primi anni della sua carriera; e per questo sarà soprannominata la “Tigre di Cremona”. Un altro nome d’arte, sempre agli inizi, è ‘Baby Gate’. David Matalon, discografico lungimirante, intuisce che quella ragazzona ha talento, e Baby Gate sembra buono per lanciarla anche sui mercati anglofoni.
Dopo il debutto (1958) incide brani sia in italiano sia in inglese, e nel 1959 partecipa per la prima volta a una trasmissione televisiva ("Il Musichiere"). Quindi incide "Il cielo in una stanza" conGino Paoli, raggiungendo i primi posti in classifica, e partecipa ad altre trasmissioni, "Il teatro di Walter Chiari" e "Canzonissima" (come concorrente). Da ricordare anche "Studio Uno" e "Teatro 10" con Alberto Lupo, per chiudere con "Mille luci" (1974), di cui resta memorabile la sigla finale "Non gioco più", impreziosita dall’armonica del grande jazzista Toots Thielemans.
Meno fortunate le partecipazioni al Festival di Sanremo (1960 e ‘61): il pubblico non è pronto per i virtuosismi vocali di Mina, bollata sbrigativamente dalla critica come “urlatrice”. Sanremo resterà un cruccio eterno, e Mina non vi parteciperà mai più.
Ma per fortuna la storia prende il suo corso naturale: nel tempo l’urlatrice lascia il posto a una cantante sofisticata e di straordinarie qualità vocali, capace di spaziare dal rock al jazz, dal Brasile all’America delle migliori cantanti nere come Ella Fitzgerald, alternando interpretazioni energiche, struggenti e sensuali. E basta riprendere i dischi per trovare nomi illustri tra gli autori e i musicisti coi quali ha collaborato: Ennio Morricone , Augusto Martelli, Gorni Kramer, Leo Chiosso, Cristiano Malgioglio, Nino Ferrer e Bruno Lauzi, per citarne solo alcuni.
Impossibile poi dimenticare Battisti e Mogol: una collaborazione così intensa da essere celebrata addirittura con due raccolte, "Minacantalucio" (1975) e "Mazzini canta Battisti" (1993). Negli anni, oltre alle uscite annuali Mina ha inciso di tutto, anche dischi di duetti e di canzoni napoletane, e ha prodotto album monografici ("Sconcerto", dedicato alle canzoni di Domenico Modugno , e "Mina canta i Beatles"). Altra curiosità: Mina ha inciso in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, turco, giapponese, napoletano, genovese, milanese e romanesco.
Il 1978 è l’anno dell’addio alle scene, celebrato con una serie di concerti (tutto esaurito) alla Bussoladomani di Viareggio, il palco degli esordi. "Mina live ’78", tratto da queste esibizioni, restituisce tutta l’energia di un’artista straordinaria, che alterna la canzone napoletana ai Bee Gees, l’amato Battisti a classici come "Georgia on my mind", passando per la migliore canzone d’autore (Riccardo Cocciante, Ivano Fossati) e chiudendo trionfalmente con "We are the champions dei Queen".
Abbandonati i riflettori, Mina si trasferisce in Svizzera, dove continua a lavorare, comunicando col mondo attraverso i dischi (l’ultimo, "Bau", è uscito da poco) ma anche attraverso articoli di stampa, ironiche riflessioni sull’attualità e sul costume. Molti non hanno rinunciato alla speranza di poterla rivedere un giorno su un palco, e ogni tanto le voci di un ritorno si fanno insistenti, senza mai concretizzarsi. Però chissà, magari un giorno…
Alessandro Coppola
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