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L'Eliseo, in una nota ufficiale, ha appena confermato il matrimonio tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e l'ex modella italiana Carla Bruni. Un matrimonio celebrato, come sottolinea la nota, "nella più stretta intimità". Una rivincita sui mesi passati nell'occhi del ciclone scandalistico.
di Andrea Camboni
Love Story Carla Bruni-Nicolas Sarkozy. Tutti i pezzi
Nicolas Sarkozy e Carla Bruni si sono sposati oggi, per buona pace dei giornali che dal 15 dicembre scorso rincorrevano la coppia dopo che i due erano stati fotografati a Eurodisney in compagnia del figlio e della mamma di lei, l’ex modella italiana, Marisa Borini. Appena due mesi prima, il 18 ottobre, l’Eliseo, attraverso un comunicato ufficiale, rende nota l’avvenuto divorzio tra il presidente francese Sarkozy e la sua seconda moglie Cecilia Ciganer Albeniz.
Da quel momento gli indici di gradimento espressi dal popolo francese per la figura di Sarko iniziano a calare tanto che gli amici e l’entourage del presidente consigliano di sposarsi presto per mettere fine alla gogna mediatica che espone la sua vita privata ai pettegolezzi. Indiscreta lente sull’Eliseo che assieme alla questione del carovita può essere considerata una delle cause, appunto, del calo di popolarità che ha investito il presidente nelle ultime settimane. A parte pettegolezzi e gossip, in effetti lo status limbico di Sarkozy rischiava di procurare alla massima istituzione transalpina non pochi imbarazzi nei confronti durante i suoi viaggi ufficiali nel mondo. Il 26 gennaio, in visita ad Agra, India, con la nuova compagna, le autorità locali chiesero quale fosse lo stato di Carla Bruni e per non recare offesa al mausoleo sacro, costruito nel 1632 dall'imperatore moghul, Shah Jahan, in memoria della moglie Arjumand Banu Begum, Sarko dovette visitarlo da solo.
È per questa “necessità” istituzionale che i giornali di tutto il mondo tendevano le orecchie ad ogni loro dichiarazione pubblica e senza distogliere l’occhio di vetro nelle uscite private, data per scontato l’immediatezza di un matrimonio. Tra l’altro, come ha ricordato Francois Lebel, sindaco dell’VIII arrondissement, “è la prima volta nella storia della Repubblica che un presidente si sposa nel corso del suo mandato”. L’VIII arrondissement di Parigi è proprio il “municipio” in cui ha sede il palazzo presidenziale dell’Eliseo. E questa mattina Lebel aveva dichiarato, parlando a radio Europe 1, di aver celebrato il matrimonio di “due elettori dell’VIII arrondissement che abitano in rue du faubourg Saint Honoré”. Sebbene falsi allarmi sul matrimonio dei due, come la smentita del 10 gennaio scorso, quando si diffuse la notizia del matrimonio celebrato nel municipio del XVI arrondissement, avevano reso più accorte le redazioni su voci non confermate, questa volta l’unione ufficiale era davvero nell’aria. Nei giorni scorsi, infatti, era circolata l’indiscrezione della richiesta all'ufficio anagrafe di Torino dei certificati di nascita e di stato libero di Carla Bruni da parte del Consolato francese, documenti necessari per convolare a nozze.
E così, dopo tre mesi e mezzo dal divorzio con Cecilia ecco, a sorpresa, l’ufficializzazione del nuovo legame. Dopotutto, il presidente francese, in una conferenza stampa all’Eliseo, alla presenza di 600 giornalisti provenienti da tutto il mondo, l’aveva detto. “La mia relazione con Carla è una cosa seria. Saprete del matrimonio a cose fatte”. Naturalmente, per tatto, Sarko l’aveva fatto sapere alla sua seconda moglie visto che Cecilia è volata oggi in Marocco, a Fes, con Richard Attis, il presidente di PublicisLive e attuale compagno con cui la “ex signora dell’Eliseo” aveva avuto una relazione nel 2004. Più che una fuga d’amore una fuga dalle domande dei giornalisti. Non ha infatti assisto alla cerimonia, e al successivo pranzo nel palazzo presidenziale, a cui hanno partecipato solamente una ventina di persone. Carla Bruni, la “belle italienne”, così viene spesso chiamata sulla stampa d’oltralpe, è diventata prima “dame” di Francia coronando un amore che ha fatto parlare di sé e che speriamo, da oggi, sia custodito nelle stanze private del Palais .
Andrea Camboni
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