Mentre arriva la notizia della quinta vittima italiana colpita dal virus H1N1, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) avverte: “Nel mondo c’è gran confusione sul vaccino”.
di Arianna Luciani
Nuova influenza. Tutti i pezzi
Seconda vittima a Napoli dell’influenza A, e quinta in Italia. È infatti morta una persona all’ospedale Cotugno, come ha confermato all’Ansa il direttore sanitario dell’ospedale partenopeo, Cosimo Maiorino. Secondo quanto si apprende - ma su questo non c’è ancora conferma - l’uomo farebbe parte della categoria dei sanitari. Si tratterebbe di un medico generico dello stesso ospedale partenopeo, affetto da problemi nefrologici e quindi sottoposto a dialisi, e che sarebbe morto per successive complicanze. Il 3 settembre scorso, nello stesso ospedale, era deceduta la prima vittima italiana, un 51enne di Secondigliano, che però aveva importanti patologie già prima di contrarre il virus.
VACCINARE IN ANTICIPO, PRIMA DEL PICCO DI DICEMBRE – Dal ministero del
Welfare arriva la notizia di un’ordinanza, attesa “a giorni”, che
anticipi i tempi della vaccinazione per alcune delle categorie a
rischio, come ad esempio le donne in gravidanza. Ad annunciarlo è
stato, oggi a Roma, il direttore del dipartimento per la Prevenzione
del ministero, Fabrizio Oleari, a margine del convegno su pandemia e
comunicazione sanitaria organizzati da Federsanità Anci. Secondo la
nuova ordinanza alcune categorie a rischio – tra cui le donne dopo il
terzo mese di gravidanza "potranno essere vaccinate contestualmente al
personale dei servizi essenziali", ha detto Oleari. Intanto, come ha
specificato Oleari, proseguono le vaccinazioni contro l'influenza
A/H1N1 avviate da una settimana. Un primo bilancio delle adesioni alla
vaccinazione è atteso dalle Regioni, che potrebbero diffondere dati in
proposito nella riunione dell'Unità di crisi prevista oggi. Durante la
stessa riunione dovranno essere discusse anche alcune modalità della
vaccinazione. Tra queste la possibilità, prevista dall'Agenzia europea
per il controllo sui farmaci (Emea), di utilizzare una sola dose per i
vaccini antipandemici che contengono l'adiuvante che ne potenzia
l'efficacia. Sulla stessa linea anche il direttore del dipartimento
Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Giovanni
Rezza, durante il convegno organizzato da Federsanità Anci. Secondo il
quale l’obiettivo è vaccinare presto per non perdere gli effetti
benefici della vaccinazione prima che arrivi il picco dell'influenza
A/H1N1, atteso in dicembre. "La parola d'ordine è vaccinare presto
perché a febbraio potrebbe essere troppo tardi", ha detto Rezza.
"Prevediamo il picco dell'influenza A in dicembre, ossia in anticipo
rispetto a quello dell'influenza stagionale, che generalmente avviene
tra gennaio e febbraio", ha aggiunto. Vaccinare tempestivamente, ha
detto ancora, "può sicuramente modificare l'esito della pandemia".
Rezza ha inoltre rilevato che il vaccino antipandemico "non è un
vaccino sperimentale, ma è basato su procedure ampiamente collaudate
nella preparazione del vaccino stagionale da decenni utilizzato dagli
anziani e finora somministrato a 45 milioni di persone in tutto il
mondo".
IN ITALIA UNA SOLA DOSE DI VACCINO – "La pandemia va progredendo e i tempi di
sviluppo si è andato intensificando nelle ultime due settimane". A
dirlo è stato il viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, spiegando come l’influenza
A/H1N1 si stia diffondendo sempre più rapidamente. Per questa ragione,
le vaccinazioni per l'influenza A/H1N1 promettono di essere più
numerose rispetto a quelle per l'influenza stagionale, che sono circa
il 20%. "È ancora presto - ha osservato Fazio al margine del convegno
sulla pandemia organizzato da Federsanità Anci - per avere dati certi
sull'adesione alle vaccinazioni". Nella riunione dell'Unità di crisi
prevista per oggi pomeriggio potrebbero essere diffusi dalle Regioni i
primi dati in questo senso. Tuttavia, ha rilevato Fazio, "bisognerà
attendere la prossima settimana per avere cifre statisticamente
significative". E sulle diverse indicazioni dell’Agenzia europea del
farmaco, Fazio ha aggiunto, in un incontro dell'Oms all'ospedale
Spallanzani di Roma: "L'Agenzia europea del farmaco ha dato una
raccomandazione generale sulle due dosi di vaccino pandemico, pur
lasciando gli stati membri liberi di regolarsi autonomamente, e ha
chiarito che, da 10 a 60 anni, una dose è ampiamente accettabile". "Noi
- ha sottolineato il sottosegretario - andiamo avanti con una dose".
Sulla particolare situazione della sanità nel Lazio, il viceministro
Fazio ha spiegato che il ministero “sta esaminando la questione,
abbiamo massima fiducia nel subcommissario Morlacco e in Esterino
Montino". A proposito della riorganizzazione della rete ospedaliera,
sottolinea Fazio, "in genere non mi piace parlare di
riorganizzazione degli ospedali e basta, perché una riorganizzazione
deve tenere conto del territorio. Così avverrà sicuramente". Quanto
alla mancata chiusura di ospedali ipotizzata per fronteggiare
l'influenza A, "non ha senso - dice Fazio - ribadisco che la nuova
influenza va gestita principalmente dai medici di medicina generale, e
nei casi gravi non si ricorrerà certo agli ospedali generalisti ma alle
strutture specializzate".
OMS: IL VACCINO NON È NUOVO – A dare ulteriori spiegazioni sul vaccino
contro l’influenza A/H1N1 interviene anche Hande Harmanci, responsabile
del progetto sull’influenza globale dell’Oms, nel convegno di Roma: "Il
vaccino pandemico non è nuovo, nuovo è solo il sottotipo dell'H1N1”. E
aggiunge: "Nel mondo c'è un gran confusione attorno alla questione dei
vaccini". Nessun problema, inoltre, è rappresentato dall'audiuvante: "È
un prodotto usato da tempo" anzi "ricevere un vaccino con l'audiuvante
può essere un vantaggio: se il virus muta geneticamente ma in maniera
non significativa, teoricamente l'audiuvante può proteggere il
paziente". Quanto all'impiego di una o due dosi di vaccino per
proteggere la popolazione mondiale della pandemia Hande Harmanci
afferma: "Il vaccino è efficace anche in singola dose, con o senza
adiuvante, ce lo dicono gli studi preliminari. Durante le campagne di
vaccinazione avremo ulteriori informazioni". A proposito, poi, delle
vaccinazioni per le categorie a rischio – come le donne in gravidanza –
la Harmaci propone anche di immunizzare i genitori dei lattanti per
contenere la pandemia: "La
vaccinazione dei genitori dei neonati da 0 a 6 mesi - spiega Hande
Harmaci - protegge i genitori stessi e i loro piccoli". Questi sono
infatti tutelati dagli anticorpi della mamma, e dal fatto di non
entrare in contatto con i papà eventualmente contagiati dal virus.
RAPIDA DIFFUSIONE DEL VIRUS DA OVEST A EST – Secondo uno studio
condotto dal ricercatore Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler
di Trento, nel caso di una pandemia influenzale, a causa dell'alta
mobilità della popolazione, concentrata per l'85% su Paesi nella parte
occidentale – in particolare Gran Bretagna, Spagna, Francia, Italia e
Germania – l'Europa potrebbe dover affrontare una diffusione della
malattia piuttosto rapida da Ovest verso Est. La ricerca sarà
pubblicato domani sulla rivista scientifica della Royal Society
'Proceedings of the Royal Society B'. Il lavoro rivela inoltre che per
le marcate differenze nella struttura socio-demografica delle diverse
aree, l'impatto dell'epidemia potrebbe variare molto da Paese a Paese.
"Secondo lo scenario più plausibile del nostro studio - spiega Merler -
la pandemia influenzale del virus A(H1N1), la cosiddetta influenza
suina, potrebbe riguardare il 27% della popolazione italiana, in
assenza di immunità al virus preesistente nella popolazione. A livello
europeo, la popolazione colpita potrà variare da un minimo del 23% in
Bulgaria ad un massimo del 32% a Cipro. E tutto ciò potrà determinare
marcate differenze in termini di costi sociali, sia dal punto di vista
clinico che economico". Per realizzare lo studio, Merler ha messo a
punto un modello matematico in grado di analizzare, per la prima volta
con questo livello di dettaglio, la diffusione di un'epidemia in una
popolazione di 515 milioni di individui. È risultato che nel 2007, 360
milioni di passeggeri hanno fatto viaggi internazionali attraverso
Paesi appartenenti alla cosiddetta Europa a 27 e 135 milioni di persone
sono arrivate in questi Paesi dall'esterno.
Intanto, rimangono stabili e critiche le condizioni dell'undicenne di
Bolzano ricoverata alla Clinica universitaria di
Innsbruck in Austria per complicanze derivate dal virus
dell'influenza A. Secondo quanto si legge in un bollettino diffuso dai
sanitari, la paziente tuttora è in terapia con la macchina cuore-polmone. Le sue condizioni - pur essendo state stabilizzate - sono definite molto gravi. Da domani in Alto Adige partirà la campagna di
vaccinazione della popolazione contro il virus dell'influenza
pandemica. In Russia, invece, è salito a tre morti il bilancio delle
vittime dell’influenza. Ma, secondo il ministero della Salute, nessuna
di queste persone “ha cercato aiuto medico e si sono curate da sole per
3-5 giorni”.
Arianna Luciani
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