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Musica. L’addio di Stefano D’Orazio ai Pooh con un disco e un tour PDF Print E-mail
domenica, 19 aprile 2009
È finita. O meglio, non ancora. Stefano D’Orazio, batterista storico dei Pooh, lascia la band dopo 38 anni di militanza. Ma prima saluterà i suoi tre compagni di viaggio e i fan con la raccolta “Ancora una notte insieme” e un ultimo tour, che partirà da Brescia il 24 luglio.
di Gianluca Marchionne

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pooh.jpgL’ADDIO IN UNA LETTERA - Una decisione che appare irrevocabile, quella di Stefano D’Orazio, il quale ha comunicato la sua volontà di lasciare i “Fab Four” italiani con un comunicato stampa diffuso mercoledì 15 aprile, nel quale annunciava che avrebbe comunque partecipato alla promozione dell’ultimo album “Ancora una volta insieme”, in uscita l’8 maggio, e all’ultimo tour della band, il cui primo atto è fissato per il 24 luglio a Brescia, chiarendo i motivi della sua scelta con una lettera pubblicata venerdì 17 aprile, giorno scelto (casualmente?) per l’uscita del singolo dal titolo omonimo a quello dell’album. Una lettera che ripercorre l’esperienza del batterista romano all’interno del gruppo dei Pooh, un viaggio iniziato “spensieratamente, quasi per gioco”, su quel “traballante ottovolante” chiamato musica. Un’ottovolante che però, all’improvviso, “è diventato mongolfiera”, poi “aeroplano” e infine “astronave”, salendo sempre più di quota fino a raggiungere un successo incredibile e inaspettato, che dura da oltre trent’anni.

IL VIAGGIO CON I POOH - E il viaggio, continua D’Orazio, è proseguito tra “telegatti e pesci rossi”, “applausi e neve in autostrada”, “lucette rosse delle telecamere” e “amori importanti”, mettendo “tutto il mio tempo e tutto il mio talento nella grande avventura che mi ha accompagnato fin qui”. Fino a quando, da poco spente le candeline sui suoi 60 anni, Stefano si è reso conto “improvvisamente” che “tutto quello che potevo dire in questa fortunata dimensione, l’avevo già detto”. Da qui la decisione “di dire basta”, quando ancora “tutto va alla perfezione”, una decisione non facile sia per lui che per i suoi “amici per sempre”, e che costituisce il punto e a capo di una vicenda pluridecennale dietro ai tamburi dei Pooh. Il batterista afferma di voler cominciare un nuovo capitolo della propria esistenza, ma dichiara di non sapere ancora come: forse scoprendo “il senso della noia”, oppure viaggiando e “accorgendomi magari che tutte le città che credo di conoscere, oltre a uno stadio, a un teatro o a un palasport, sono fatte anche di gente e di storia”. O ancora, più semplicemente, “coltivare capperi a Pantelleria (dove ha una villa, ndr) e la sera andare a cena da Mario”. A determinare l’addio, dunque, la consapevolezza che “si è semplicemente spento quell’entusiasmo che è sempre stato il motore del mio fare”.

D’ORAZIO: “GRAZIE A TUTTI” - D’Orazio dedica poi la parte finale della sua lettera ai ringraziamenti in primis nei confronti dei suoi “tre compagni di viaggio”, senza i quali “la mia mongolfiera non si sarebbe mai alzata da terra”, e con cui “ho trascorso i miei tempi migliori e ho diviso il meglio di questa lunga storia”. Un grazie poi ai propri genitori, che non si sarebbero aspettati una carriera così lunga e piena di successi per il figlio, ma che ancora oggi “continuano ad accompagnare il mio andare”. E ancora attestati di gratitudine verso il “popolo dei Pooh” che ha voluto “farmi arrivare fino a qui”, ai membri dello staff e dell’organizzazione dei concerti, quelli che “senza mai prendere un applauso sono stati gli artefici di mille applausi, e anche a chi “mi ha insegnato che la musica è il più bello dei lavori”, ma che “questo lavoro non è solo musica”. Le ultime due righe sono per “tutti quelli che sanno che gli sono amico e che domani potranno contare su di me”, e per “tutti quelli che mi saranno amici anche domani”. Grazie a tutti quanti dunque, ma ora Stefano D’Orazio ha deciso di scendere dall’“astronave”.

L’AZIENDA POOH - Cosa succederà ora? Si tratta di un addio definitivo oppure ci troviamo di fronte, come qualcuno ha ipotizzato, a un’intelligente mossa pubblicitaria con l’obiettivo di fare da propellente all’ultimo disco dei quattro e al tour estivo in programma, per il quale sono già previste prevendite record? Certo è che si tratta di una decisione a lungo meditata, non solo per il ruolo musicale svolto dal sessantenne drummer, ma anche e soprattutto per le mansioni da “ministro delle finanze” (come scrive Mario Luzzatto Fegiz), che questi ricopre all’interno del gruppo. D’Orazio è infatti colui al quale, al momento della scelta dei Pooh di autoprodursi, avvenuta nel corso degli anni Settanta, è toccato il compito di prendere in mano le redini della gestione economica e promozionale della band, riuscendo a trasformare una formazione che godeva sì di ottimo successo, ma ancora non entrata tra i “grandi”, in una vera e propria azienda musicale. Un’azienda che ha una sede propria alla periferia di Milano con uffici, sale di registrazione, capannoni e decine di dipendenti fissi, che si occupano di marketing e delle gigantesche tournée, e che ha comportato per Stefano un grosso impegno nella sua direzione e amministrazione.

TENSIONI E IPOTESI DI SCIOGLIMENTO - Naturale, dunque, che il batterista romano abbia chiesto, al momento di lasciare la truppa, una consistente buona uscita a riconoscimento delle prestazioni sia artistiche che manageriali, una liquidazione la cui entità è stata oggetto di lunghe ed estenuanti trattative durante oltre un anno, e che si sono concluse proprio negli ultimi giorni. Del resto, già nei consueti auguri natalizi inviati dai Pooh agli addetti ai lavori, proprio D’Orazio aveva annunciato un 2009 di grandi cambiamenti, facendo presagire lo sbocco di quella tensione già serpeggiante da un po’ di tempo tra lui e gli altri tre “compagni di viaggio”, accusati di averlo lasciato solo nella gestione della macchina organizzativa della band. Si aggiunga a questa situazione già instabile il risultato del tour per l’album “Beat ReGeneration”, andato non come ci si aspettava, e si ottiene un quadro dalle tinte alquanto cupe. I quattro, inoltre, a un certo punto delle trattative per le condizioni della dipartita di D’Orazio, avevano pensato all’ipotesi di scioglimento e cessione in toto dei diritti delle proprie canzoni alla Warner, loro attuale casa discografica dopo la fine della vecchia Cgd della famiglia Sugar, ma avevano poi fatto dietrofront al cospetto di un’offerta economica inferiore alle attese.

DUBBI SUL FUTURO PER GLI ALTRI TRE POOH - Contrari allo scioglimento sono soprattutto Roby Facchinetti, cantante e tastierista - il veterano del gruppo e l’unico membro ancora rimasto della formazione originale del 1966 - e il chitarrista Dodi Battaglia, ancora entusiasti e non molto disposti a rinunciare al calore del pubblico nelle esibizioni dal vivo. Pertanto i due, insieme a Red Canzian, bassista, al termine dei live per l’ultimo disco proseguiranno la loro attività con un nuovo batterista. Anche se le dichiarazioni rilasciate dai tre componenti “superstiti” della band fanno pensare a un momento di incertezza circa il destino dei Pooh. Facchinetti ringraziando D’Orazio -  “importantissimo per noi come noi lo siamo stati per lui” - ha infatti dichiarato che “adesso è difficile ipotizzare un nuovo percorso in tre” e “se decideremo di andare avanti dovremo però ridisegnare il nostro cammino”. Dal canto suo Battaglia ha sottolineato come ci sia “bisogno di interiorizzare la cosa, di farla sedimentare”, perché ora come ora “non siamo in grado di avere certezze” e “il futuro non è facile a dirsi”: la priorità “è di vivere con Stefano questo momento”. Canzian ha affermato che i quattro si godranno “fino all'ultimo la voglia di stare e suonare insieme”, e ha definito il nuovo tour “forse il più bello della carriera”.

ANCORA UNA NOTTE INSIEME - Un nuovo singolo, “Ancora una notte insieme”, scritto da Valerio Negrini, da sempre “il quinto Pooh”, il batterista che lascio nel ’71 e fu sostituito proprio da D’Orazio; un nuovo album dal titolo omonimo e una nuova serie di concerti che si concluderà con due grandi serate il 19 settembre al Palalottomatica di Roma (un ritorno a casa per Stefano, capitolino di nascita) e il 28 dello stesso mese al Forum di Assago, ancora per una notte insieme. Sarà davvero l’ultima per Stefano D’Orazio e i Pooh?

Gianluca Marchionne










Last Updated ( domenica, 19 aprile 2009 )
 
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