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Apprendere a trasfigurare la realtà con la poetica del pennello attraverso un percorso in cui l’artista scopre se stesso. Anni di studio dedicati all’esplorazione del disegno, imparando a copiare gli antichi o il nudo disteso in un aula, e in tanto si riflette sulle qualità intrinseche del mezzo artistico. La scuola Scienza dell’arte a Roma, fondata sullo stampo degli atelier del XIX secolo, vuole tramandare i segreti dell’arte figurativa.
di Carlotta Degl’Innocenti
A Palazzo Borghese di Monte Porzio Catone, nella provincia di Roma, sono in mostra fino al 19 aprile, le opere degli allievi di Marco Rossati, pittore e direttore della Scuola Scienza dell’arte. Un quarantina di tele illustrano l’evoluzione di ciascun allievo e soprattutto evidenziano stili non uniformi che confermano l’importanza di sviluppare una personale visione soggettiva della realtà. A questo scopo l’insegnamento artistico diventa in assoluto la base rudimentale con la quale, successivamente, ogni artista dialoga liberamente. “Se da una parte disegnare è più semplice perché compete il controllo di un solo elemento, la pittura invece necessita molteplici accorgimenti, come la luce, il controllo del pennello e quello dei colori...”, spiega Rossati. Il percorso di un artista si diluisce negli anni e questa esposizione vuole dare una speranza al tradizionale apprendistato fondato sull’antico rapporto allievo-maestro.
Dipinti ad olio dove paesaggi, figure e nature morte sono orchestrate da un'esplosione di colori. Le pennellate dense o fluide accompagnano il pensiero creativo, e ripercorriamo con esse ogni movimento e slancio emotivo dell'artista finché non giungiamo al sentimento puro, cristallizzato sulla tela. Rimaniamo affascinati dalle opere del giovane pittore Lorenzo Cicerchia, che predilige ritrarre le persone e la loro umanità, estraendo la soggettività di ognuno nel modo più naturale possibile. Cicerchia afferma di essere riluttante a qualsiasi forma di avanguardia. Elemento raro, nel panorama attuale dell’arte volto alla sperimentazione multimediale più selvaggia, spesso praticata senza una preparazione adeguata. Eppure, il ventiseienne Cicerchia preferisce un percorso più difficile, in cui il confronto con i geni del passato non è penalizzante e castrante, ma piuttosto viene vissuto come un universo parallelo con il quale interloquire e ricercare elementi non detti o lasciati in sospeso. I suoi nudi richiamano alla Scuola parigina della fine Ottocento e preservano l’autenticità dei ritratti come nel dipinto "Absinthe" di Edgar Degas: donne abbandonate sui divani strettamente di colore rosso, i volti assorti dai pensieri che lasciano trasparire la femminilità leggermente maliziosa, mentre i corpi dipinti con realismo, a volte espressionistico, tradiscono le atmosfere trasognate. La pittura si fa eloquente e la tecnica diventa uno stile narrativo. Attraverso l’attenzione vigile del maestro Rossati, che ha sollevato numerose assonanze della pittura di Cicerchia con il linguaggio espressivo di Lucien Freud, nel “Ritratto del Padre” e nel dipinto “I genitori”, l’artista riesce a sviluppare una sua personalissima visione del mondo esteriore, senza dimenticare l’elemento poetico. Il maestro Rossati protegge il linguaggio personale di ciascun artista, guidandolo, senza interferire sullo stile, attraverso scelte estetiche individuali.
Se Cicerchia ha iniziato quattro anni fa il suo apprendistato, ostentando ad oggi una piena maturità nel controllo del mezzo pittorico, in mostra a Monte Porzio Catone vi sono anche alcuni principianti che svelano grandi capacità. Ad esempio Giuseppe Dente tende maggiormente ai colori caldi, tipici di un Paul Gauguin e richiama Frida Kalo. A questo si associa una composizione dalle atmosfere surreali e metafisiche. Le figure diventano enigmi, da interpretare e sui quali soffermarsi a riflettere. Anche in questo caso, l’esempio dei maestri del passato è cruciale.
Tra gli artisti segnaliamo Ilde Maurizi, ancora alla ricerca di un’espressione pittorica affine alla sua personalità. Tuttavia possiamo anticipare alcune tematiche nelle quali racconta, da un punto di vista intimo, l’universo femminile. Sogni, attese e nature morte dove appaiono oggetti quali il rossetto con una mela, oppure libri di poesie di Orazio con una candela, in segno di memento memori altamente simbolico.
Il percorso di studi in una scuola d’arte è molto lungo e richiede numerosi anni prima di giungere a un livello elevato di qualità pittorica. Partendo dalla base del disegno si passa poi alla pittura, seguendo delle tappe progressive. Uno degli elementi che distingue la scuola di pittura dall’Accademia d’arte risiede forse nella scelta più libera di un maestro. L’esposizione "Scienza dell’arte" fa trapelare alcuni artisti promettenti e sottolinea l’importanza dell’educazione artistica come valore da custodire e che Marco Rossati difende a spada tratta anche con una serie di pubblicazioni critiche.
Carlotta Degl’Innocenti
In pillole:
Mostra di Pittura
dal 29 marzo al 19 aprile 2008.
Palazzo Borghese, Via Garibaldi, 1 - Monte Porzio Catone (Roma)
Orari: lun. ore 09 – 13, 30 / 15 – 19. mart. Ore 15 – 19.
merc. giov. ven. ore 09 – 13, 30.
Ingresso libero.
Artisti in mostra: Dario Anav, Umberto Birigazzi, Lorenzo Cicerchia, ,Francesca D’ascani, Cecilia De Simoni, Giuseppe Dente, Daniele Goretti, Sara Lucrezi, Valerio Ludovici, Carla Marrone, Ilde Maurizi, Daniela Pappa, Catia Persili, Silvia Pingiori.
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