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Disegnatore, autore di fumetti e scrittore nato a Rimini il 15 giugno 1927 e morto a Grandvaux (Svizzera) il 20 agosto 1995.
Corto Maltese, un sogno che dura da più di un secolo...
Viaggio nel fumetto italiano
Hugo Pratt proviene da una famiglia veneziana con ascendenze inglesi, francesi, marrane e turche. Malgrado i natali romagnoli, Pratt trascorre l’intera infanzia a Venezia, città cui resterà sempre intimamente legato e che lo ricorderà come una dei propri geni più fertili. Quelli dell’infanzia di Pratt sono gli anni del totalitarismo fascista, al quale molto presto Hugo tenta di sfuggire, dapprima rifugiandosi in un mondo immaginario popolato da personaggi fantastici, poi con precoci e continui viaggi, che lo porteranno in giro per il mondo. Gli antenati franco-massoni e cabalisti portano a Pratt la passione per l’esoterismo, mentre è merito di una famiglia altolocata e appassionata di cultura quella per la letteratura anglosassone e per i film hollywoodiani.
Il colonialismo fascista, di cui il padre è ambasciatore e funzionario
militare, porta Hugo dal 1937 al 1943 in Abissinia, dove all’età di 13
anni entra nella milizia per un breve periodo, restando tuttavia fedele
alla propria amicizia con gli Africani che dovrebbe invece combattere e
all’amore per l’antropologia e l’incontro di diverse culture.
Il ritorno a Venezia nel 1943, di fronte alla guerra civile che dilania
l’Italia, lo convince finalmente e del tutto dell’assurdità del
nazionalismo e della guerra, che racconterà a lungo in tutti i suoi
lavori di fumettista.
Le prime esperienze in questo campo arriveranno nel 1945 con la rivista
“Asso di Picche” (già “Albo Uragano”), curata dagli amici disegnatori e
sceneggiatori del “Gruppo di Venezia”, che s’ispirano al fumetto
americano da poco tradotto e distribuito in Italia. Nel 1944, intanto,
dopo l’adesione alla RSI, aveva rischiato di essere fucilato dalle SS
che lo credevano una spia sudafricana.
Dal 1949 al 1962 Hugo Pratt, chiamato dal successo de l’ “Asso di
Picche”, è in Argentina, paese che frequenterà spesso e in cui
ambienterà molte avventure dei suoi personaggi. Lì prosegue il lavoro
di fumettista, collaborando principalmente con lo sceneggiatore Hector
G. Oesterheld (1919-1977). In quegli anni vedono la luce alcune serie
molto importanti nella carriera del cartoonist italiano: "Junglemen", su
testi di Ongaro, “Sgt. Kirk”, “Ernie Pike” e “Ticonderoga”, tutte
scritte da Oesterheld. Il suo talento è estremamente richiesto e Hugo
tiene dei corsi di disegno presso la Escuela Panamericana de Arte
diretta da Enrique Lipszyc in Brasile, alternando tale attività
didattica anche con frequenti escursioni in Amazzonia, nel Mato Grosso
e in altri luoghi esotici.
In quello stesso periodo realizza anche il suo primo fumetto completo,
“Anna della giungla”, una serie di quattro storie, omaggio a
quell'avventura classica con la quale si era formato negli anni
giovanili e le cui atmosfere avrebbe riportato nelle due seguenti opere
complete, “Capitan Cormorant” e “Wheeling”. Quest'ultima è un vero e
proprio romanzo-fiume ispirato ai romanzi di Zane Grey e Kenneth
Roberts, che mescola fatti storici e fantasia, pratica che Pratt
avrebbe raffinato più avanti con “Corto Maltese”. Dall’Argentina parte
alla scoperta degli Stati Uniti, le Antille, l’America del Sud e in
modo particolare il Brasile. Nel 1960, soggiorna un anno a Londra,
lavorando per un editore inglese.
Dal 1962 al 1970, Hugo Pratt torna a vivere in Italia. A Venezia
incontra Florenzo Ivaldi, che finanzia, nel 1967, la rivista
“Sgt.Kirk”, dove vengono pubblicate le storie argentine di Pratt,
alcuni classici americani e degli inediti. Sul primo numero della
rivista, il primo inedito a esordire è proprio “Una ballata del mare
salato”, la prima avventura del malinconico marinaio “gentiluomo di
fortuna” Corto Maltese , il più famoso e importante personaggio di
Pratt. Ispirandosi ai grandi romanzi d'avventura di Joseph Conrad,
Hermann Melville, Lewis, Cooper, Alexandre Dumas, Pratt ridisegna la
storia macchiandola di fantasia, eseguendo a china e scrivendo un
miracolo di inventiva, ricerca storica e passione geografica senza
precedenti.
Dopo essere apparso sul Corriere dei Piccoli, tre anni dopo Corto
ritorna sulle pagine della rivista per ragazzi francese “Pif” con molte
tra le sue migliori avventure.
A metà degli anni '70 Hugo Pratt strinse grande amicizia con il giovane
Lele Vianello che, assorbita la tecnica e lo stile del grande
fumettista, diventa suo braccio destro collaborando graficamente alle
sue opere. Nel 1974 Pratt inizia a disegnare "Corte Sconta detta
Arcana", creando il primo vero romanzo grafico, in risposta a
un’evoluzione stilistica che lui stesso attendeva da molto: "Vorrei
arrivare a dire tutto con una linea". Spiegare questa frase a parole è
pressoché impossibile: consigliamo di sfogliare qualche pagina di Corto
Maltese.
Tra i migliori romanzi grafici (o “letteratura disegnata”, come la
chiamava lui) con protagonista il marinaio di Malta Pratt disegna e
scrive: “Favola di Venezia”, “La Casa Dorata di Samarcanda”, “Tango” e
via dicendo. La serie termina con “Mu”, disegnato nel 1988 e pubblicato
in volume nel 1992. Pare che Pratt, per gran finale, avesse in verità
in mente un ulteriore progetto, un prequel che si affiancava al già
pubblicato “La giovinezza” (1981), opera nella quale si narrava una
parte dell'adolescenza del protagonista. La casuale scoperta di un
pugno di strisce, tredici in tutto, con dialoghi solo abbozzati,
avvenuta nel settembre del 2005 da parte della figlia di Pratt
rovistando dentro una rivista, ne è la prova.
Nella lunga carriera di Pratt, oltre alla saga di Corto Maltese si
possono citare ancora la serie de “Gli scorpioni del deserto”,
ambientata in Africa durante la seconda guerra mondiale e i quattro
libri realizzati per Bonelli (allora Editoriale Cepim) nella serie “Un
Uomo Un'Avventura”, dai titoli “L'uomo del Sertao”,”L'Uomo della
Somalia”, “L'uomo dei Caraibi” e “L'uomo del grande Nord” (quest'ultimo
ripubblicato in seguito con il nome “Jesuit Joe”). Notevoli anche
“Tutto ricominciò con un'estate indiana” ed “El Gaucho”, scritte per
l'amico e allievo Milo Manara e i romanzi “Corte sconta detta arcana” e
“Una ballata del mare salato”, da lui sapientemente scritti a partire
dalle storie grafiche.
Dal 1984 al 1995, Hugo Pratt risiede in Svizzera, ma, nomade per
natura, proprio come Corto, prosegue le sue peregrinazioni dal Canada
alla Patagonia, dall’Africa al Pacifico, prima che un cancro lo porti
via per sempre il 20 agosto del 1995.
Questa breve biografia vuole solo fornire un assaggio della vita
tumultuosa di Hugo Pratt, non pretende di “illustrarla”, poiché una
lunga autobiografia lui la scrisse tramite i propri fumetti, filtrando
se stesso e i protagonisti della propria vita (personaggi o luoghi che
fossero), attraverso un’aura che confonde realtà e fantasia. Tale deve
rimanere, come ci insegna un’opera che forse meglio di tutte le
biografie ufficiali, narra lo spirito del “Maestro di Malamocco” (come
lo definì Oreste del Buono) ed è “Il desiderio di essere inutile”,
un’intervista-biografia a cura di Dominique Petitfaux (Lizard Edizioni,
1996).
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