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Ultime Notizie |
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20 luglio 2010 - Ramon Berloso, il 35enne goriziano killer delle prostitute, ha confessato l'omicidio della romena Diana Alexiu di 24 anni, e Ilenia, ventottenne di Mestre, spiegando agli inquirenti della Questura di Udine che aveva bisogno di soldi.
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Relazione annuale di Bankitalia
15 luglio 2010 - Chiaro monito del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nel suo intervento all'assemblea dell'Abi. Il n.1 di Bankitalia ha affermato la necessità, per le banche italiane, di essere più vicine, nell'erogazione di credito, alle piccole e medie imprese che stanno uscendo dalla crisi e riprendono a esportare.
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Intercettazioni, il 1° luglio mobilitazione nazionale giornalisti
13 luglio 2010 - L'Onu, per voce del relatore speciale sulla libertà d'espressione Frank La Rue, bacchetta l'Italia sull'adozione del ddl intercettazioni, sottolineando come, impostato in questo modo, il provvedimento minerebbe le basi della libertà d'espressione.
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Mafia. Tutti i pezzi
13 luglio 2010 - Le forze dell'ordine hanno catturato Domenico Oppedisano, 80 anni, esponente dell'omonima famiglia di Rosarno, l'uomo indicato dagli inquirenti come il "capo dei capi", l'elemento al vertice dei clan della 'ndrangheta calabrese.
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6 luglio 2010 - Approvata dalla commissione Giustizia la modifica da introdurre al Lodo Alfano per estendere lo scudo a premier e ministri. Saranno tutelati da processi anche i "fatti antecedenti all'assunzione della funzione", modalità prevista finora solo per il presidente della Repubblica.
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6 luglio 2010 - Ricovero alla clinica pisana di S. Rossore per Sandra Mondaini. L'attrice e vedova di Raimondo Vianello era arrivata all'istituto ospedaliero in gravi condizioni respiratorie, come rivelato dal prof. Giovanni Battista Cassano.
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Intercettazioni. Bossi incontra Fini per trovare “una via d’uscita” sul ddl
30 giugno 2010 - Il 1° luglio tutti in piazza a Roma per una mobilitazione nazionale dei giornalisti in difesa della liberta' d'informazione e contro la legge sulle intercettazioni. A Conselice, sede del monumento alla libertà di stampa, e in molte altre città, si terrà invece una Notte Bianca di mobilitazione.
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Mondiali Sudafrica 2010. Tutti i pezzi
24 giugno 2010 - L'Italia esce dai Mondiali di calcio. Gli azzurri di Lippi perdono 3-2 con la Slovacchia e mancano la qualificazione per gli ottavi di Sudafrica 2010, con una prestazione incolore, riscattata solo nel finale dai guizzi di Quagliarella e Pirlo.
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Maturità.
Alla “ricerca della felicità” nell’esame di Stato 2010
Speciale
Maturità 2010
23 giugno 2010 - Per oltre mezzo milione di maturandi è scattata, nella mattinata di mercoledì 23 giugno, l'ora della seconda prova scritta. Per il liceo classico è stato scelta come versione da tradurre "Socrate e la politica" di Platone, allo scientifico protagonista matematica con calcolo integrale, differenziale e geometria analitica, mentre al liceo linguistico è stata proposta una traccia sulla lingua straniera, da interpretare e tradurre. Negli istituti tecnici invece gli studenti sono chiamati a risolvere
quesiti di estimo ed elettrotecnica.
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Percorsi nel Cinema
17 giugno 2010 - È morto a Ostia per un malore improvviso Corso Salani, attore e regista, interprete fra l'altro di "Il muro di gomma" di Marco Risi. A causarne il decesso un malore improvviso che lo ha colpito la sera di mercoledì 16 giugno.
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Gaetano Salvemini, biografia |
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venerdì, 05 settembre 2008 |
Uomo
politico e storico. Nasce a Molfetta l'8 settembre 1873, muore a Sorrento il 6 settembre
del 1957
Nel 1896, Gaetano Salvemini si laurea in Lettere all’Università di Firenze
indirizzando, in un primo momento, le sue ricerche sul Medioevo, seguendo i
dettami della scuola fiorentina di Pasquale Villari e Cesare Paoli.
Dopo aver frequentato l’ambiente accademico dell’Istituto di studi superiori e
di perfezionamento, insegna latino presso una scuola media di Palermo e,
successivamente, a soli 28 anni, intraprende l’attività di docente occupando la
cattedra di Storia moderna all’Università di Messina dove, sorpreso dal
terremoto del 1908, perde la moglie, i cinque figli e la sorella.
Dopo Messina si trasferisce a Pisa e,
nel 1916, a
Firenze proseguendo la sua carriera di docente universitario.
Nel frattempo, strenuo sostenitore del suffragio universale e della soluzione
della questione del Mezzogiorno, aveva aderito al Partito socialista
promuovendo dall’interno le sue posizioni meridionaliste, tese all’abolizione delle
tariffe doganali e del latifondo in un programma di collegamento tra operai del
nord e contadini del sud.
Ma già nel 1910, Salvemini attacca il partito, o meglio il movimento
cooperativo accusato di essere fonte di corruzione e maggiore ispiratore del
“ministerialismo” socialista.
Anche a seguito del mancato successo dell’opzione turatiana sul rinnovamento socialista,
Salvemini matura il proposito di lasciare il partito.
L’anno successivo, è il 1911, Gaetano Salvemini esce dal Psi e alla fine
dell’anno fonda “L’Unità”, conducendo dalle pagine della sua rivista una
campagna per la formazione di un’opinione pubblica laica e progressista nel
segno di un socialismo riformista in contrapposizione al socialismo di stampo
rivoluzionario del tempo e a quello burocratico ufficiale.
Salvemini è anche un interventista e con l’entrata in guerra dell’Italia nel
Primo conflitto mondiale, si arruola e va sul Carso ma viene congedato per
problemi fisici.
Finita la guerra, nel 1919 è
eletto deputato nel collegio di Molfetta nelle liste
di Rinnovamento, continuando la sua opera riformatrice nel tentativo di fondare
un partito nuovo, insieme meridionalista, socialista e liberale.
Con l’avvento del fascismo la
posizione di Salvemini è antimussoliniana e antiaventiniana, schierandosi
idealmente e politicamente con i fratelli Carlo e
Nello Rosselli e con Ernesto Rossi.
Nel 1925, Salvemini, i due Rosselli e Nello
Traquandi fondano a Firenze il primo giornale antifascista clandestino “Non
mollare”, di cui lo storico pugliese assume la direzione.
Per la sua attività di propaganda antifascista, l’8 giugno 1925, viene
arrestato a Roma dalla polizia fascista e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli
e poi nel carcere delle Murate a Firenze.
Processato insieme a Ernesto Rossi, usufruisce di un'amnistia e in agosto si
rifugia clandestinamente in Francia, a Parigi, dove viene raggiunto dai
fratelli Rosselli e dall'anarchico lodigiano Berneri.
Nel novembre del
1929 è tra i fondatori del movimento Giustizia e Libertà (GL), ed è lui a
scrivere la bozza di statuto poi discussa dai costituenti.
Si trasferisce poi in Inghilterra, dove è protagonista di una dura
polemica con G.B. Shaw, fabiano, socialista gradualista, ammiratore di Benito Mussolini.
Infine, nel 1934, sbarca negli Stati Uniti, dove insegna Storia della civiltà
italiana all'Università di Harvard prendendo la cittadinanza americana.
Anche l’esperienza di Giustizia e Libertà non soddisfa lo spirito riformatore
di Salvemini, che esce dal movimento contestandone la radicalizzazione in senso
classista e socialista che i Rosselli hanno operato in Gl.
Nel 1939 fonda la “Mazzini Society “, insieme a un gruppo di giellisti, di
repubblicani e di antifascisti democratici, con lo scopo di raccoglier denaro
per le operazioni di espatrio degli esuli antifascisti italiani.
Nel 1941, il proggetto di formare una legione di
volontari italiani da impiegare sul fronte tedesco contro Hitler ma non contro i
fascisti italiani fallisce per l’opposizione del governo statunitense.
Terminata la Seconda
guerra mondiale, rientra in Italia nel 1947 e riprende la sua attività
accademica all’Università di Firenze, improntando tutta la sua battaglia
ideologica alla promozione di una visione laica della vita e della politica
tanto che, nel Dopoguerra, è convinto oppositore della democrazia cristiana,
sostenendo nel contempo l’abrogazione del Concordato e la difesa della scuola
pubblica.
Nel 1955, ottiene dall’Accademia dei Lincei il premio internazionale Feltrinelli
per la storia e la laurea “honoris causa” dall’università di Oxford.
Muore a Sorrento il 6 settembre del 1957.
Hanno detto di lui:
“Salvemini non fu un dottrinario anche se risentì profondamente l’influsso
dell’ideologia marxiana nella giovinezza. Fu piuttosto un radicale, portato a
battersi per i problemi concreti: le autonomie locali, il federalismo, il
suffragio universale, la difesa dei contadini meridionali, i cui interessi, a
suo avviso, venivano spesso sacrificati anche dai socialisti a quelli degli
operai del nord”. (Mario Pazzaglia)
“Un po' matto”. (Oddino Morgari, dirigente socialista)
“Un po' matto da legare”. (Anna Kulisciof)
“Nell’esperienza di Salvemini si addensano le spinte e le tensioni di un
radicalismo appassionato, che guarda con avanzato rigore critico alle storture
della realtà, che si impegna a smascherare fino in fondo le mistificazioni, gli
equivoci, e i compromessi che pesano sulla politica, sull’ideologia, sulla vita
sociale. Egli non si lascia guidare da astratte teorie, ma da un bisogno di
razionalità e di giustizia, dalla convinzione che solo la fermezza
dell’intelligenza e la lucidità della conoscenza possano rappresentare un’alternativa
alla corruzione e al vaniloquio ideologico”. (Giulio Ferroni)
“Mo ven u' tren tutt' illuminato, mo ven Gaetan Salvemn u deputato”. (canzone
popolare)
“Parlare di questo grande storico e pensatore è come parlare di un intero
secolo di storia...”. (Mauro Misul, giornalista, saggista, autore televisivo e
cinematografico)
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Last Updated ( domenica, 07 settembre 2008 )
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