È bella, giovane, intelligente, intraprendente e con lei, sembra aprirsi una nuova stagione per il Design e per le fiere internazionali
di Carlotta Degl'Innocenti
Percorsi nell'Arte, Architettura, Design e Fotografia
Ambra Medda è Direttrice e Co-fondatrice del Design Miami/Art Basel. Laureata in lingue orientali, ha lavorato per Christie’s prima d’incominciare una carriera di Sovrintendente alle Belle arti, Architettura e Design a Londra, New York e Milano e come curatrice free-lance. A Miami fonda il “Design show” grazie alla collaborazione del Miami Design District, che successivamente promuove a Basel in un evento fieristico annuale intitolato Art Miami/ Basel, scegliendo la città europea per la sua centralità e ricettività all’arte contemporanea. Ogni anno la manifestazione conferisce un premio “Designer del futuro” per giovani designer emergenti o aziende creative, com’è stato nel 2006, per la “Established & Sons”. Incuriositi da tanto savoir faire siamo andati alla scoperta della promessa “tutta italiana” del Design a Miami...
Cosa si prova ad essere così giovane e già affermata a livello internazionale?
"Mi sento davvero onorata. Devo molto a Sam Keller e a Craig Robins, i quali hanno avuto rispetto e fiducia in me fin dal principio. Mi sveglio la mattina e mi sento fortunata ed entusiasta del mio lavoro e della mia responsabilità". (Sam Keller è direttore di Art Basel; Craig Robins Presidente del Dacra Development, con Ambra Medda hanno creato il Design Miami. Di recente ha ricevuto il Desing Patron Award conferitogli dalla Smithsonian Istitutions Cooper- Hewitt National Design Museum n. d. r.).
Gallerie italiane del Design quale valuta essere in linea con le tendenze più contemporanee del Design?
"Vorrei ce ne fossero di più".
Cosa rappresenta per lei il design?
"Un mondo da scoprire. Una comunità di creativi, accademici e commercianti, dinamici ed appassionati".
Qual è il designer italiano che le piace di più?
"Piero Fornasetti, Franco Albini, Ico e Luisa Parisi, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass e Martino Gamper".
A parte Zadid Hadid, nominata nel 2005 Designer of the Year dal Design Miami, quale altro architetto l’affascina?
"Gio Ponti ".
Sua madre, Giuliana Medda, era commerciante per Gallerie di Design, tra Milano e Londra. Quanto ha influenzato le sue scelte?
"Enormemente! Mi ha insegnato la vera materia (intesa come storia e ricerca) e la pratica del design. Mi ha educato a come guardare le opere, come entrare in comunicazione con i designer, come cercare la merce nei mercati, come rapportarsi ai collezionisti e come prendere in mano i vasi. Mi ha trasmesso una vera passione e tradizione".
Craig Robins, come vi siete conosciuti...
"Ad una art party a New York, abitavo lì. Successivamente sono andata a Miami per curare una mostra d’arte ad Art Basel nel Design District. Lui mi ha suggerito di non rientrare a New York ma di rimanere a Miami. E così è stato".
Manuel Luciano Diaz, Presidente della HSBC Private Bank, uno dei maggiori sponsor del Design Miami, ha dichiarato che ci sono delle potenziali aperture della Design Miami in Cina. Quale sarebbe in tal caso la Città asiatica sulla quale varrebbe la pena puntare?
"Shanghai, Beijing e Hong Kong sono in discussione come anche Abu Dhabi e Dubai".
Designer of the future Award? Ci può anticipare le “tendenze” che state esaminando e i “giovani” candidati al premio?
"E’ un premio internazionale senza barriere di età. Il target è una generazione ancora più giovane di Established and Sons, i vincitori di Design Miami/Basel 06. Vorremmo davvero aiutare i giovani designer e dare lori un’opportunità con benefici immediati: quelli della stampa, la produzione di un prototipo da esporre a Design Miami/ Basel, una cena da 100 persone composta dai personaggi più influenti del mondo dell’arte, design ed architettura, incontri con le maggiori gallerie di design e collezionisti, interviste con giornalisti, un Talk dedicato al Designer of the Future, accesso ai grandi produttori di design industriale, etc. Abbiamo riscontrato tematiche ricorrenti nei designer di oggi. ‘Irony and/in Design’ e ‘Performance and/in Design’ sarà un programma molto interessante".
Cos’è per lei il concetto di “belle arti” nel Design associato alla nuove tecnologie?
"E' importante sviluppare la ricerca, il dettaglio nella scelta del materiale, gli accostamenti di materiali diversi e l'esplorazione di forme nuove; ma soprattutto, il settore delle tecnologie, ormai avanzatissimo, che mette in pratica la creazione di opere con forme davvero sorprendenti. I designer di limited edition art/design sono dei veri creativi. Artisti o designer per me è lo stesso... Perché entrambi sono coinvolti nel 'processo creativo' che può essere sia un lavoro manuale, sia di computer sia tramite tante altre forme più stravaganti. Per esempio la collettiva chiamata Front nella quale quattro ragazze svedesi usano una penna di luce per disegnare mobili per aria: le forme vengono registrate da un computer e poi trasformate in veri prototipi. E' un concetto difficile da spiegare, ma realizzano una vera e propria performance".
Crede che si arriverà ad offrire al pubblico un design a bassi costi? 
"Esiste già ed è importante che ci sia. Il design manterrà sempre un'autorità democratica e sociale. Ci sono molti esempi di pezzi di design di enorme successo venduti a cifre molto accessibili".
Ecologia e design. Si parla di Bioedilizia, Bio architettura, di Città e quartieri costruiti interamente sul concetto di fonti ed energie rinnovabili. Considera anche questi fattori per il Design come anche quello del Recycling?
"Ci sono diversi designer che utilizzano materiali di rifiuto, plastiche, vetro e tessuti da riciclo creando delle opere molto chic. I fratelli Campana, Martino Camper. Non credo di essere la migliore porta voce di questo soggetto anche se l’ambiente e l’ecologia mi stanno enormemente a cuore".
Lei sta diventando un modello per giovani imprenditori del settore artistico. Recentemente è stata inserita nella lista delle donne da tenere sott’occhio per il 2007. Come si definisce?
"Credo sia impossibile descrivere se stessi obbiettivamente…".
Quale sono le nuove frontiere a cui ci si deve preparare e come vede la casa del futuro?
"Spero sia spaziosa, leggera, confortevole e ben disegnata. Un rifugio tanto quanto un laboratorio d’idee. Accogliente, gioiosa ma serena".
Mostra sul Design alla Triennale di Milano, mentre a Roma si parla della prossima apertura del Nuovo Museo del Design. L’Italia sta tentando di rinnovarsi artisticamente. Ci sono delle prospettive da parte sua per una scesa in campo nel nostro Paese, oppure valuta che i collezionisti italiani siano ancora troppo pochi? Tornerà mai a lavorare in Italia?
"Sarebbe un sogno portare Design Miami/, inteso come una sua componente culturale, al Salone del Mobile di Milano, così come sarebbe interessante esporre il Designer of the Future Award. Amo l’Italia e vorrei collaborare di più con designer ed artisti italiani. Spero un giorno di tornare a vivere in Italia, ma ad essere onesta non per il momento. E' certo che non ci sono le stesse opportunità che in America. Non credo che una ragazza cosi giovane avrebbe potuto fare ciò che ho fatto negli Stati Uniti. In Italia, siamo molto legati alla nostra storia e ad un mondo più classico dove i giovani non ancora voce in capitolo".
Carlotta Degl'Innocenti
|