Si è conclusa la kermesse dell’Alta Moda romana con un
bilancio positivo: cinque maison storiche, dieci stilisti stranieri,
diciassette atelier di nuova generazione e un’accademia di moda, oltre ad un
tourbillon di abiti più o meno favolosi. Vediamo dalla A alla Z cosa
indosseranno questa estate le fortunatissime che possono permettersi un abito
haute couture.
di Alexandra Navarra
Percorsi nella Moda
A come Abito da sposa: il più bello è quello della stilista
russa Yula Yanina indossato dalla testimonial d’eccezione Oxana Federova Miss
Universo 2002, stupendo, tutto ricamato e arricchito da una lunga coda di tulle
e piume bianche che si ispira ad una antica fiaba russa che racconta di un
cigno che si trasforma in principessa .
B come Biodegradibile: è la filosofia dei Guillermo Mariotto
designer di Gattinoni che ha sfilato un'intera collezione realizzata con
tessuti rigorosamente biodegradibili appunto, bioetici e ecocompatibili; il
vestito da sposa è fatta di stracci multicolor mentre il corpetto di juta è
decorato con “avanzi” di sartoria. Anche i gioielli sono realizzati con
elementi naturali: conchiglie che diventano bijoux e zucche che diventano borse
grazie alla lavorazione con il bronzo.
C come Capri: il grande amore per l’isola più bella del
mondo ha ispirato Renato Balestra che ha creato 80 modelli per una vacanza di
lusso al mare o in crociera; abbiamo ammirato soprattutto gli abiti alla
marinara, i ricami con autentici coralli rossi abbinati a grandi collane
multicolor e i piccoli bustier aderentissimi sopra a gonne a ruota.
D come Debuttante: la baby stilista Kira Plastinina, russa e
solo quindicenne, al suo esordio sulle passerelle ha fatto giustamente molto
parlare di sé: ha già 40 negozi tra Russia, Kazakistan e Ucraina e conta tra le
sue clienti anche Paris Hilton; ha proposto T-shirt ricamate, jeans in vinile e
abiti rosa fucsia molto vaporosi per clienti ricche e ovviamente giovanissime
ed esibizioniste.
E come Esordio: è quello di Edward Arsouni, allievo del
grande Gianfranco Ferré , è originario di Beirut dove è scampato per ben due volte a bombe
scoppiate proprio accanto al suo atelier “L’Alta Moda deve essere veicolo di
pace e tolleranza tra i popoli, culture e religioni”: le sue creazioni hanno
ricami in oro e argento, spesso sono di coolr champagne, rosa antico o total
black dove luccicano molti swarosky.
F come Frida Khalo: è a questa grande pittrice che è
ispirata tutta la collezione di Raffaella Curiel quindi via a splendide gonne
in stile contadina messicana, cinture altissime in seta, cappelli tipo
sombrero, pantaloni da gaucho e colori mischiati davvero con grande azzardo.
G come Giovani: trai tanti che hanno sfilato è emerso Albino
che ha sfilato recentemente anche nella Ville Lumière e vincitore due anni fa
del concorso “Who is the next”; la sua donna ideale è vestita rigorosamente in
nero e rosso e mette insieme pelle, chiffon e ricami.
I come Incredibili: sono le acconciature che accompagnano le
creazioni di Marella Ferrara, enormi chignon a forma di gabbia alte ben 70
centimetri, ognuna delle quali ha richiesto ben 4 ore di lavorazione da parte
dei coiffeur!
L come Lusso: è un lusso sfrenato quello che appare dalla
collezione dello stilista pugliese Gianni Calignano che ha creato splendide
cappe in shantoung, abiti lunghi in chiffon, kimono doppiati in seta e bustier
interamente ricamati di swarosky.
M come Maria Antonietta: la controversa figura della regina
francese emerge nelle bellezza delle creazioni di Lorenzo Riva realizzate
appositamente per una signora molto elegante che non ha che l’imbarazzo della
scelta di fronte ad una collezione di abiti davvero sontuosi creati in tessuti
preziosissimi con colori che vanno dal verde all’acquamarina, al rosa per finire con un abito a sposa bellissimo
verde e viola.
O come Oro: oro che si abbina al bianco , perfetto
accoppiamento che ha premiato la genialità di Fausto Sarli che disegnato una
serie di abiti da sera assolutamente favolosi per una sfilata ispirata al tardo
gotico e che secondo lo stilista “è voluta essere un inno alla bellezza,
all’eleganza, alla grazia assoluta:”
P come Pantaloni: i più originali gli abbiamo visti sulla
passerella di Marella Ferrara, rigorosamente alla turca, portati con bretelle
di oro zecchino e soprattutto rigorosamente a piedi scalzi.
S come Sederini: “Voglio modelle in carne e con dei bei
sederini! Quest’anno le agenzie lo sapevano in partenza, se mi avessero mandato
modelle anoressiche gliele avrei rimandate indietro. E per la mia collezione ho
tutte modelle belle, sane, magre ma con un po’ di carne.” È stata questa la
filosofia di Raffaella Curiel per la sfilata 2008 e finalmente abbiamo visto e
sentito una stilista che si batte davvero contro i rischi di emulazione verso
modelle magrissime che possono portare le giovanissime ad ammalarsi di
anoressia..brava Raffaella!
T come Tutti alla sagra di paese: è questa l’atmosfera che
abbiamo respirato al defilé di Grimaldi e Giardina che per festeggiare il loro
decennale hanno trasformato la sfilata in una festa di paese appunto dove non
mancava nulla, abbiamo visto anche le luminarie e ascoltato una vera banda che
ha suonato in passerella mentre intorno sfilavano modelle con indosso camicie
di pizzo stile “like a virgin”e abiti con ricami che ricordano l’effetto
gessato.
U come Unico: solo lo stilista Alessandro Consiglio, che già
recentemente aveva sfilato abiti realizzati con prosciutto carta igienica e
cicche di sigarette, poteva proporre un abito fatto con migliaia di schegge di
vetro incollate su silicone indossato da una modella con in testa una parrucca
di corni di capelli lunghi tre metri!
V come vestiti minimal: sono quelli di Patrizia Pieroni che
ha sfilato modelle con vestiti in lino simili a sacerdotesse che tra petali di
rose e nuvole di incenso portavano offerte votive all’altare sistemato
direttamente sulla passerella, sono davvero originali le tuniche a trapezio da
indossare per una festa d’estate.
Alexandra Navarra
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| Gianni Calignano |
Kira Plastinina |
Sarli
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| Patrizia Pieroni |
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