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Cantante, attore e conduttore televisivo nato a Milano il 6 gennaio 1938.
65. Mostra Cinema Venezia. Celentano presenta Yuppi Du e consegna a Ermanno Olmi il Leone d'Oro alla Carriera
I Cinquant'anni di carriera di Adriano Celentano in un libro
Adriano Celentano dalla A alla Z
Cinquant’anni di successi come cantante, attore e conduttore televisivo fanno di Adriano Celentano un simbolo del mondo spettacolo italiano del Novecento. Figlio di commercianti pugliesi trapiantati a Milano, svolge diversi lavori prima di debuttare, nel 1957, nel mondo dello spettacolo partecipando al primo Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Brani dal ritmo dirompente come “Il tuo bacio è come un rock” e “Il ribelle” e il suo corpo dinoccolato e snodato, che si agita con movimenti ispirati tanto agli ancheggiamenti di Elvis Presley quanto alla fisicità scoordinata di Jerry Lewis, gli valgono il soprannome di “Molleggiato” e contribuiscono ad imporlo come uno dei rocker più popolari tra i giovani. Nel 1961 partecipa a Sanremo con il brano “Con 24mila baci”, scritto con Piero Vivarelli e Lucio Fulci, che si classifica secondo. Il cantante milanese scuote l’ambiente del Festival con l’originalità della sua esibizione (si muove freneticamente sul palco dando spesso le spalle al pubblico) e con la coraggiosa scelta di presentare un brano rock.
Il “fenomeno Celentano” ormai dilaga al punto che il “Maestro” del cinema italiano Federico Fellini
lo vuole sul set de “La dolce vita” (1960) per la famosa scena del
night club alle Terme di Caracalla. Nel 1961 fonda la sua casa
discografica, il Clan, che è al contempo una sorta di scuderia-comunità
di amici. Sul set del film “Uno strano tipo” (1963) di Lucio Fulci,
Celentano incontra Claudia Mori e nasce subito la “coppia più bella del
mondo”: si sposano nel 1964 a Grosseto e l’anno seguente nasce la
primogenita Rosita, alla quale si aggiungeranno Giacomo nel 1966 e
Rosalinda nel 1968. I successi musicali non si contano: da “Pregherò” a
“Grazie, prego, scusi” a “Ciao ragazzi” al brano di ispirazione
ambientalista “Il ragazzo della via Gluck” che, sebbene escluso dalle
finali del Festival di Sanremo, diverrà una delle canzoni più popolari
della storia della musica leggera italiana. Il 1964 vede il suo esordio
alla regia con il film ispirato al cinema americano “Super rapina a
Milano”. Nel 1968 partecipa a Sanremo insieme a Milva con il brano
“Canzone” classificandosi terzo mentre nel 1970 trionfa, insieme alla
moglie Claudia Mori, portando nella città dei fiori il brano “Chi non
lavora non fa l’amore”. Esce nel 1968 un altro brano destinato a fare
la storia della musica leggera italiana “Azzurro”, scritto da Paolo
Conte e Vito Pallavicini che, nonostante la canzone vada in
controtendenza rispetto ai brani balneari alla moda descrivendo la
storia di un marito che passa da solo l'estate in città e il suo ritmo
da marcetta si allontani dai brani scatenati in gran voga, diviene
subito un grande successo. Il cinema intanto prende uno spazio sempre
più grande nella carriera artistica del “Molleggiato”: è protagonista
di“Serafino” (1968) di Pietro Germi che riceve una buona accoglienza di
pubblico e lo spinge ad incrementare la sua carriera di attore dandogli
maggior fiducia nelle proprie (straordinarie) doti comiche. Insieme a
Claudia Mori recita nella commedia musicale ambientata nella Roma di
fine Ottocento “Er più – Storia d’amore e di coltello” (1971) di Sergio
Corbucci regalando un’ottima interpretazione nei panni del bullo di
periferia costretto a sbaragliare una serie di rivali per conquistare
il cuore della bella Rosa.
Con una trovata geniale, nel 1973, Celentano inventa alcuni strani vocaboli somiglianti a termini inglesi
che sciorina a mò di scioglilingua su di una serrata base ritmica: è il
famoso ed impronunciabile brano “Prisencolinensinainciusol”,
considerato da molti il primo esempio mondiale di musica rap, che
ottiene un grande successo in Francia, in Germania e negli Stati Uniti.
Ormai
la “coppia più bella del mondo” funziona perfettamente al cinema: con
la moglie è protagonista della versione cinematografica di Pasquale
Festa Campanile della commedia musicale “Rugantino” (1973) e nel 1975
di “Yuppi du” film diretto dallo stesso “Molleggiato”. Il film, in
grande anticipo sui tempi per stile registico, il caos architettonico e
l’ambientamento “senza tempo”, non viene capito da pubblico e critica
e finisce per essere un insuccesso. Gli anni Ottanta vedono il grande
risultato ai botteghini di pellicole quali “Il bisbetico domato”
(1980), “Innamorato pazzo” (1981) e “Lui è peggio di me” (1984) mentre
un altro tentativo di film sperimentale ed innovativo come “Joan lui”
(1985) viene condannato al flop nonostante il cospicuo budget, le
grandiose scenografie e l’interessante e complesso montaggio. Nel
1987-88 “Fantastico 8” impone il “Molleggiato” come uno dei più
interessanti ed innovativi personaggi televisivi: le sue interminabili
teleprediche ed i suoi lunghi silenzi davanti alle telecamere
affascinano il pubblico creando un’immagine di Celentano a metà strada
tra il profeta e il contadino. Negli anni Novanta continua il suo
successo televisivo con programmi quali “Svalutation”(1992) su Rai 3 e
“Francamente me ne infischio” (1999) su Rai 1. Nel 1998 esce un album
di grande successo “Mina
Celentano” con straordinari duetti del “Molleggiato” con la “tigre di
Cremona” tra i quali “Acqua e sale” e “Che t’aggia di’” e l’anno
seguente dalla collaborazione con Mogol e Gianni Bella nasce “Io non so
parlar d’amore”. Negli anni Novanta la sua carriera cinematografica
conosce un rallentamento con "Jackpot" unica pellicola all’attivo.
Ormai vi è una grande attesa per i suoi programmi televisivi che
finiscono sempre per trasformarsi in straordinari eventi mediatici e
così nel 2001 il "Molleggiato" sorprende tutti con una trasmissione dal
titolo un po’ irriverente “125 milioni di caz…te” che coniuga
intrattenimento ed impegno all’interno di una avveniristica scenografia
di sapore cinematografico. Nel 2005 è la volta di Rockpolitik, altro
picco di ascolti di Raiuno, programma indimenticabile sia per i duetti
con gli ospiti, i più gustosi dei quali con Benigni e
Teocoli, e per il tormentone “Rock e lento”. Nel 2007 torna in prima
serata con un nuovo spettacolo dal titolo "la situazione di mia sorella
non è buona".
Nel 2008 il film del 975 "Yuppi du", restaurato, approda alla 65° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Fuori Concorso.
Hanno detto di lui:
“…Adriano è un fuori quota, una specie di Maradona della canzone…” (Pippo Baudo)
“…Spero e credo che gli ascolti confermeranno la bontà della
decisione della Rai-Tv di investire su Celentano e di dargli piena
autonomia autoriale. Ma era chiarissimo mentre ancora andava in onda
“Rockpolitik”, che siamo riusciti a dare al pubblico uno dei più grandi
esempi di televisione popolare che si siano visti in Italia…” (Sandro Curzi su “Rockpolitik”)
“…Celentano deve poter dire quel che vuole. Lui si è sempre occupato
dell’ambiente e della vita, a modo suo. Pericoloso non è Celentano (…)
Pericolosa è la politica che istituisce una commissione di vigilanza
sulla tv, mentre dovrebbe essere la tv a vigilare sulla politica...” (Beppe Grillo)
“…Adriano (e tutti noi sappiamo quali sono i suoi rapporti con la
stampa) ha sempre pensato che qualsiasi notizia o pettegolezzo inerente
alla lavorazione del film venga messa in giro non serva altro che a
nuocere al film stesso. E che meno si parla di un film durante la sua
lavorazione, meglio è…” (Giuseppe Moccia detto Pipolo)
“…E’ un amico e lo conosco da quando avevo sedici anni, lui ne
aveva diciotto e facevo il suo chitarrista. Ho cominciato a cantare
perché lui non provava e quindi io mi prestavo come voce per insegnare
ai suoi musicisti il rock'n'roll e da lì ho cominciato praticamente la
mia carriera di cantante, all'inizio molto precario, poi sempre più
sicuro e poi, forse con la scoperta del teatro, anche sempre più
convinto...” (Giorgio Gaber su Celentano)
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