2 marzo 2010 - Escluso dalle elezioni regionali, per delibera dell'ufficio centrale elettorale della Corte d'Appello, il listino legato a Renata Polverini, candidata per il Pdl alle prossime elezioni in Lazio. A motivare la decisione è la mancanza della firma di uno dei rappresentanti di lista, un difetto di cui l'ufficio elettorale si sarebbe accorto solo dopo l'accoglimento.
Terrorismo. Un nuovo attentato colpisce l'India: un'italiana tra le vittime
15 febbraio 2010 - La salma di Nadia Macerini, la 31/enne intalia morta sabato 13 febbraio nell'attentato alla 'German Bakery' di Pune (India centro-occidentale), rientrerà in Italia entro 3 giorni per le onoranze funebri. il console italiano Mumbai, Giampaolo Cutillo, ha dichiarato all'Ansa di aver avviato "le procedure miranti ad ottenere il via libera dalle autorità indiane per il trasferimento dei resti".
Violenza sessuale. Tutti i pezzi
11 febbraio 2010 - Dati inquietanti, quelli proposti dal report del servizio di prevenzione e contrasto del maltrattamento alle donne del Comune, presentato durante un convegno a Palazzo Marino per illustrare l'attività della rete di associazioni che offrono servizi per le vittime di ogni tipo di violenza.
11 febbraio 2010 - Alì Labass, 53 anni, un marocchino da anni residente a Castelfranco (Rieti), è stato ucciso a colpi di manganello per aver rivolto un apprezzamento alla barista di un bar di Castel Sant'Angelo, un paesino in provincia di Rieti.
Percorsi nel Cinema
11 febbraio 2010 - Alec Baldwin, l'attore americano scelto come presentatore della cerimonia degli Oscar in programma a Hollywood il 7 marzo, ha subito un ricovero d'urgenza a New York. Secondo il quotidiano "New York Post", la causa dell'accaduto potrebbe essere un'overdose di alcolici o di stupefacenti, mentre l'entourage dell'attore afferma che Baldwin avrebbe preso una dose troppo forte di sonniferi.
Onu, appello tregua per Olimpiadi Vancouver
11 febbraio 2010 - Tutti gli atleti azzurri in gara sabato 13 febbraio (l'Italia ha +9 ore sul fuso orario canadese). Salto individuale - NH -(9.45-10.45/ le 18.45-19.45 in Italia) - (Sebastian Colloredo, Roberto Dallasega, Andrea Morassi) - Whistler Olympic Park.
L'Italia in cifre. Tutti i pezzi
10 febbraio 2010 - L'Istat diffonde i dati sulla produzione industriale nel 2009 registrando una diminuzione del 17,4% rispetto al 2008. Il calo corretto per gli effetti di calendario è stato del 17,5%. Si tratta della diminuzione più forte dal '91, primo anno di confronto delle serie storiche.
I dati Istat su anno (2009):
beni intermedi (-24,9%)
beni strumentali (-21,2%)
beni di consumo (-6,9%)
Mafia: tutti i pezzi
10 febbraio 2010 - La corte d'Assise di Caltanissetta, su richiesta della Dda nissena, ha emesso un'ordinanza di misure cautelari in carcere nei confronti di Salvatore Riina, Giuseppe Madonia, rappresentante della provincia
mafiosa di Caltanissetta, Gaetano Leonardo, a capo dei clan nella
provincia di Enna e Giacomo Sollami, uomo d'onore di Villarosa (quest'ultimo non raggiunto dall'ordinanza).
10 febbraio 2010 - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto con un cominicato il rispetto della tregua olimpica esortando tutti i paesi in guerra a cessare le ostilità dal 12 al 28 febbraio, periodo delle Olimpiadi invernali di Vancouver, in Canada. "Mentre si avvicinano a Vancouver i Giochi olimpici invernali - si legge nel comunicato - le Nazioni Unite e il movimento olimpico lanciano ancora una volta un appello al mondo intero affinché durante i Giochi cessino le ostilità".
Villa Genoese Zerbi, Reggio Calabria, ospita la mostra "Egitto mai visto.
Le dimore
eterne di Assiut e Gebelein". Dal 21 febbraio - fino al 20 giugno 2010 - tornano alla luce i reperti che, nei primi anni del Novecento, la Missione Archeologica Italiana, diretta dal
grande egittologo e filantropo Ernesto Schiaparelli (1856 – 1928), ha raccolto fra il 1908 e il 1920 nelle necropoli di Assiut e a Gebelein.
I circa 400 reperti esposti provengono ai depositi del Museo Egizio di
Torino, dove sono stati per troppo tempo preclusi alla vista del pubblico. Ci sono voluti quasi 100 anni perché quei materiali archeologici, testimoni dell'Egitto mai visto del periodo 2100-1900
a.C, riprendessero vita - grazie a un accurato lavoro di studio e di restauro.
Franco Basaglia è conosciuto per la legge che porta il suo nome: la
180, che portò notevoli rivoluzioni alla psichiatria del ‘900. Basaglia nasce
nel 1924, secondogenito di un’agiata famiglia veneziana. Dopo gli studi classici,
durante i quali il giovane conosce e rimane affascinato dalla corrente dell’esistenzialismo
appassionandosi particolarmente agli scritti di Husserl, Heideger, Sartre, si iscrive alla Facoltà di Medicina
di Padova e dopo la laurea consegue, nel 1953, la specializzazione in Malattie
Nervose e Mentali. Il 1935 è un anno importante per Basaglia non solo per gli
aspetti professionali che gli si prefigurano all’orizzonte, ma anche per gli
aspetti più prettamente personali. Si sposa, infatti, con Franca Ongaro con cui dividerà non solo la conduzione della
famiglia, che si allarga nel tempo con due figli, ma anche la passione per la
psichiatria: insieme saranno coautori di alcune opere in materia. Ricordiamo “La
maggioranza deviante” del 1971 e un suggestivo libro fotografico del 1969 “Morire
di Classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni
Berengo Gardin”. Carla Cerati
ricorda così quella che la fotografa stessa definisce come un’opportunità sconvolgente
ed indimenticabile: “Nel corso di questo lavoro sentii per la prima volta i limiti della
macchina fotografica. che non poteva cogliere efficacemente l'ossessiva
ripetitività dei gesti, le voci, le grida, i lamenti e, insieme a tutto questo,
l'assurda musichetta trasmessa dalla filodiffusione”.
Nel pomeriggio del 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa, il corrispondente italiano dell’Ansa da Berlino, Riccardo Ehrman, si alza in piedi e fa una domanda al ministro della Propaganda Gunter Schabowsky. La sua risposta sarà il primo passo per far crollare il Muro. di Cecilia Dalla Negra
LA DOMANDA GIUSTA, AL MOMENTO GIUSTO – Quel muro sarebbe crollato lo stesso, certamente. Ma la storia, di cui spesso si ignorano i retroscena, riserva di tanto in tanto curiosità inaspettate. Come questa, che racconta di una domanda italiana la cui risposta sarà capace, quantomeno, di accelerarne il corso. Poi gli eventi prenderanno il sopravvento, e ad essere ricordato sarà solo quel momento di liberazione collettiva in cui migliaia di berlinesi stanchi di divieti si riversano in strada per disintegrare gli impedimenti imposti dai governi. Mattone dopo mattone il Muro di Berlino - il più tristemente ricordato della storia moderna - crolla sotto i colpi di una voglia di libertà per troppo tempo rimasta compressa. E si scorderanno i particolari di quella giornata: anche quelli che raccontano della domanda giusta, fatta esattamente al momento giusto. Quella che, con ogni probabilità, qualsiasi giornalista del mondo avrebbe voluto fare, ma che prontezza vuole spetti a Riccardo Ehrman, corrispondente italiano dell’Ansa a Berlino, di origini toscane. È nel suo ufficio quel 9 novembre del 1989, quando viene indetta una conferenza stampa dal membro del Politburo e responsabile stampa della Repubblica Democratica Tedesca (Rdt, o Ddr in tedesco) Günter Schabowsky.
Con la morte dell’unico imputato viene stabilito dal Tribunale militare di Roma il “non luogo a procedere” nei confronti di Otmar Muhlhauser, ex sottotenente della Wehrmacht. Si chiude così, definitivamente, il processo per l’eccidio di Cefalonia del 1943. di Cecilia Dalla Negra
DEFINITIVAMENTE CONCLUSO – Ne diamo notizia, per quanto l’esito fosse prevedibile, anche solo per l’aver seguito da vicino ogni passaggio di questa triste vicenda: si sarebbe dovuta svolgere proprio oggi, il 5 novembre 2009, l’udienza preliminare del primo processo italiano contro un ex ufficiale nazista, accusato di aver comandato il plotone d’esecuzione che si macchiò della strage di Cefalonia, in cui oltre 2.300 militari italiani della Divisione Acqui furono trucidati sulle coste greche nel settembre del 1943. Una prima udienza rimandata nel maggio 2009, dopo un lungo iter di indagini, procedimenti e nulla di fatto, per consentire che fossero svolte le perizie sull’unico indagato: l’ex sottotenente della Wehrmacht Otmar Muhlhauser, rinviato a giudizio nel 2008 per aver dato l’ordine di sparare contro gli italiani ai suoi uomini, e che si era però appellato all’incapacità di intendere e di volere per evitare il processo, nonostante fosse stato ritenuto perfettamente capace di amministrare i propri beni.
Un misto di momenti toccanti e spiacevoli episodi di vandalismo ha connotato le celebrazioni per il Giorno della Memoria 2010. Se infatti al Quirinale Napolitano ha accolto varie personalità del mondo ebraico e non (tra cui il premio Nobel Elie Wiesel) per ricordare la Shoah, nella stessa Capitale l’intera via Cavour è stata tappezzata di scritte antisemite. di Gianluca Marchionne
Shoah. Tutti i pezzi
LA FIAMMA DEL RICORDO - L’importanza del ricordo. Un ricordo che va tenuto sempre vivo, una fiamma da alimentare per non lasciare che venga spenta dalla frenesia degli ultrarevisionisti, dall’insensatezza del negazionismo, o, ancora peggio, dall’arma più potente: il silenzio. Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz, il luogo dove la natura umana ha mostrato il suo volto più orrendo e ripugnante, sprofondando nell’abiezione totale in nome di una folle dottrina, tollerata e anzi sostenuta dalla coscienza addormentata delle masse. Oggi, mercoledì 27 gennaio 2010, a oltre mezzo secolo di distanza da quell’immane atto di barbarie, l’Italia istituzionale e quella dell’associazionismo dedicano l’intera giornata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto.