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Prima Pagina Storia e Cultura Magistratura. 1909-2009: i 100 anni dell’Anm, l’Associazione Nazionale Magistrati |
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20 luglio 2010 - Ramon Berloso, il 35enne goriziano killer delle prostitute, ha confessato l'omicidio della romena Diana Alexiu di 24 anni, e Ilenia, ventottenne di Mestre, spiegando agli inquirenti della Questura di Udine che aveva bisogno di soldi.
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Relazione annuale di Bankitalia
15 luglio 2010 - Chiaro monito del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nel suo intervento all'assemblea dell'Abi. Il n.1 di Bankitalia ha affermato la necessità, per le banche italiane, di essere più vicine, nell'erogazione di credito, alle piccole e medie imprese che stanno uscendo dalla crisi e riprendono a esportare.
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Intercettazioni, il 1° luglio mobilitazione nazionale giornalisti
13 luglio 2010 - L'Onu, per voce del relatore speciale sulla libertà d'espressione Frank La Rue, bacchetta l'Italia sull'adozione del ddl intercettazioni, sottolineando come, impostato in questo modo, il provvedimento minerebbe le basi della libertà d'espressione.
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Mafia. Tutti i pezzi
13 luglio 2010 - Le forze dell'ordine hanno catturato Domenico Oppedisano, 80 anni, esponente dell'omonima famiglia di Rosarno, l'uomo indicato dagli inquirenti come il "capo dei capi", l'elemento al vertice dei clan della 'ndrangheta calabrese.
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6 luglio 2010 - Approvata dalla commissione Giustizia la modifica da introdurre al Lodo Alfano per estendere lo scudo a premier e ministri. Saranno tutelati da processi anche i "fatti antecedenti all'assunzione della funzione", modalità prevista finora solo per il presidente della Repubblica.
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6 luglio 2010 - Ricovero alla clinica pisana di S. Rossore per Sandra Mondaini. L'attrice e vedova di Raimondo Vianello era arrivata all'istituto ospedaliero in gravi condizioni respiratorie, come rivelato dal prof. Giovanni Battista Cassano.
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Intercettazioni. Bossi incontra Fini per trovare “una via d’uscita” sul ddl
30 giugno 2010 - Il 1° luglio tutti in piazza a Roma per una mobilitazione nazionale dei giornalisti in difesa della liberta' d'informazione e contro la legge sulle intercettazioni. A Conselice, sede del monumento alla libertà di stampa, e in molte altre città, si terrà invece una Notte Bianca di mobilitazione.
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Mondiali Sudafrica 2010. Tutti i pezzi
24 giugno 2010 - L'Italia esce dai Mondiali di calcio. Gli azzurri di Lippi perdono 3-2 con la Slovacchia e mancano la qualificazione per gli ottavi di Sudafrica 2010, con una prestazione incolore, riscattata solo nel finale dai guizzi di Quagliarella e Pirlo.
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Maturità.
Alla “ricerca della felicità” nell’esame di Stato 2010
Speciale
Maturità 2010
23 giugno 2010 - Per oltre mezzo milione di maturandi è scattata, nella mattinata di mercoledì 23 giugno, l'ora della seconda prova scritta. Per il liceo classico è stato scelta come versione da tradurre "Socrate e la politica" di Platone, allo scientifico protagonista matematica con calcolo integrale, differenziale e geometria analitica, mentre al liceo linguistico è stata proposta una traccia sulla lingua straniera, da interpretare e tradurre. Negli istituti tecnici invece gli studenti sono chiamati a risolvere
quesiti di estimo ed elettrotecnica.
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Percorsi nel Cinema
17 giugno 2010 - È morto a Ostia per un malore improvviso Corso Salani, attore e regista, interprete fra l'altro di "Il muro di gomma" di Marco Risi. A causarne il decesso un malore improvviso che lo ha colpito la sera di mercoledì 16 giugno.
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Magistratura. 1909-2009: i 100 anni dell’Anm, l’Associazione Nazionale Magistrati |
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giovedì 25 giugno 2009 |
Un’occasione speciale per festeggiare i 100 anni dalla nascita: l’Anm, l'Associazione Nazionale Magistrati, celebra il suo Centenario con una cerimonia in Campidoglio giovedì 25 giugno, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
di Gianluca Marchionne
CELEBRAZIONI E DIFFICOLTÀ - L’Associazione Nazionale Magistrati festeggia i suoi 100 anni di vita in un periodo particolare, proprio nel momento in cui la possibilità di usare uno dei suoi strumenti più impiegati per le indagini, le intercettazioni, sembra essere fortemente limitata dal Lodo Alfano; questo a pochi mesi dal 19 novembre dello scorso anno, quando si è appellata all’Onu per “i duri attacchi alle decisioni della magistratura venuti da esponenti politici e dallo stesso primo ministro”, oltre che per i progetti di riforma del Csm che vogliono “sminuirne il ruolo di garanzia dell'indipendenza della magistratura”.
Un’opportunità per un momento di celebrazione e, perché no, di
riflessione arriva dalla cerimonia prevista per il 25 giugno, nella
Sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio a Roma, a partire dalle
17. Intanto, ripercorriamo la storia dell’Anm.
LA NASCITA - Era il 13 giugno 1909 quando a Milano nasceva, per
iniziativa di quarantaquattro magistrati, l’Associazione Generale fra i
Magistrati d’Italia, figlia di discussioni teoriche che avevano
cominciato a fermentare qualche anno prima, precisamente nel 1904.
Nell’aprile di quell’anno, infatti, 116 magistrati, in servizio nel
distretto della Corte di Appello di Trani, firmarono un documento, poi
noto come “Proclama di Trani”, diretto al capo del governo ed al
ministro della Giustizia, con il quale si sollecitava la riforma
dell'ordinamento giudiziario. Un documento, questo, di portata storica,
perché rappresentava la prima azione collettiva a livello nazionale dei
pubblici funzionari giuridici, e che ricevette grande risalto nella
scena italiana legislativa e forense, venendo pubblicato dal “Corriere
giudiziario” e ottenendo 350 adesioni al suo testo provenienti da tutta
Italia.
L’ANM CRESCE - Adesioni che testimoniavano la volontà, soprattutto da
parte della bassa magistratura, di cambiamenti e modifiche della
situazione esistente. La fondazione dell’Agmi, il cui primo presidente
fu Giovanni Sola, s’inserì dunque in questo humus culturale in maniera
naturale, tanto da veder moltiplicare enormemente i propri iscritti,
che nel 1911 ammontavano già a 1700, per toccare nell’aprile 1914 la
quota di 2067 magistrati. Le proposte su cui si assestò la linea di
condotta dell’associazione nei suoi primi anni furono essenzialmente
incentrate su migliori condizioni economiche e su una riforma
dell’ordinamento, richieste alle quali il governo dell’epoca rispose
con sanzioni disciplinari e leggeri aumenti di stipendio. Il primo
congresso dell’associazione si tenne nel settembre 1911, ospitato in
una sala di Castel Sant’Angelo, con 592 partecipanti, mentre due anni
esatti prima era nato l’organo ufficiale dell’organizzazione, “La
Magistratura”.
IL PARERE DI VITTORIO EMANUELE ORLANDO - Secondo quanto proclamato fin
dallo statuto provvisorio dell’Agmi, dall’associazione era “escluso
ogni carattere e fine politico”, tuttavia l’attività e le
rivendicazioni del sindacato suscitarono la preoccupazione di governo e
alta magistratura, in particolare del Guardasigilli Vittorio Emanuele
Orlando, che aveva espresso “dubbi gravissimi sulla possibilità che
l'iniziativa produca frutti utili e degni”, dato che, a suo avviso, “la
magistratura italiana ha una costituzione rigorosamente gerarchica” e
“la gerarchia ne costituisce l'essenza”. Per Orlando, intervenuto sulla
questione sul “Corriere del Lavoro”, infatti la parità tra i membri
della futura Anm avrebbe portato a situazioni dove si sarebbero
danneggiate “la dignità e l’autorità” degli esponenti di livello più
elevato. L’uomo politico palermitano aveva però giustamente notato un
punto chiave nella condotta dell’organizzazione, ovvero che “tutte le
associazioni fra funzionari cominciano col dichiararsi apolitiche”, ma
“poi nella loro effettiva attività difficilmente vi si mantengono
fedeli”.
I CONTRASTI CON IL REGIME FASCISTA - Con l’avvento al potere del regime
fascista, che dispose lo scioglimento di tutte le libere associazioni,
l’Agmi fu costretta a cessare la propria attività, rifiutando di
trasformarsi in sindacato fascista e deliberando la conclusione della
propria esperienza nell’assemblea generale del 21 dicembre 1925. “La
Magistratura” terminò le pubblicazioni con l’ultimo numero del 15
gennaio 1926, dove apparve in prima pagina un editoriale dal titolo
“L’idea che non muore”, nel quale si sostennero le ragioni della
decisione presa. Il rifiuto dell’associazione di sottostare alle
condizioni fasciste viene motivato nella convinzione che “la
‘mezzafede’ non è il nostro forte, e la ‘vita a comodo’ è troppo
semplice per spiriti semplici come i nostri”, perciò “abbiamo preferito
morire”. La sfida alla dittatura provocò però la rappresaglia del
regime che, con il Regio Decreto del 16 dicembre 1926, destituisce
dalla magistratura i più noti dirigenti dell’Agmi, in primis il
segretario generale Vincenzo Chieppa (padre di Riccardo, attualmente
presidente emerito della Corte costituzionale), colpevoli di essersi
posti “in condizioni di incompatibilità con le generali direttive
politiche del Governo”.
LA RINASCITA - Dopo il blackout del Ventennio e della guerra, è il 1945
a segnare la rinascita dell’associazione, con la denominazione di
Associazione Nazionale Magistrati Italiani, di nuovo supportata dalla
“Magistratura”, che riprende l’attività nell’aprile dello stesso anno e
di nuovo guidata, tra gli altri, da Vincenzo Chieppa, riammesso tra i
pubblici funzionari giudiziari. Importante è poi il contributo dell’Anm
alla Costituzione, nella quale definisce il ruolo della giurisdizione,
sottolineando inoltre l’indipendenza della magistratura.
CORRENTI, SCISSIONI E RIENTRI - Negli anni successivi l’Anm conoscerà
la nascita di vere e proprie “correnti” al suo interno, che concorrono
a eleggerne gli organi direttivi: la prima è “Terzo potere”, che
raccoglieva pressoché tutta la “bassa magistratura” (pretori, giudici
di tribunale, sostituti procuratori) e che conquistò nel 1959 la guida
della Associazione Nazionale Magistrati, strappandola all’“alta
magistratura” (capi degli uffici, Consiglieri di Cassazione).
Quest’ultima nel 1961, non condividendo l’impostazione che prevedeva
pari dignità di tutte le funzioni giudiziarie, con abbattimento della
carriera, si distaccò dall’Anm formando l’Unione Magistrati Italiani
(Umi). L’Unione comunque non riuscì mai a superare il 7-8% dei
magistrati, ma conservò fino al 1972 una forte rappresentanza nel
Consiglio Superiore della Magistratura, detenendo infatti la
maggioranza nella Corte di Cassazione (che eleggeva 6 componenti del
Csm su 14). La situazione cambiò con l’introduzione del principio “un
uomo un voto”, che tolse il primato alla Cassazione e la principale
ragion d’essere per l’Umi, che nel 1972 non elesse alcun componente del
Csm e, seppur avendo conquistato nel ’76 509 voti e un seggio, si
sciolse e rientrò nell’Anm prima delle elezioni del 1981. L’anno
precedente c’era stata un’altra fuoriuscita di magistrati, provenienti
da “Terzo potere” e non entrati a far parte della neonata “Unità per la
Costituzione”, che fondarono il Sindacato Nazionale Magistrati,
presentatosi alle elezioni dell’81, dove non ottenne neppure un seggio
al Csm. Diversa sorte cinque anni più tardi, nel 1986, quando totalizzò
il 6% dei voti, risultato rimasto però isolato, tanto che dal ’91
l’associazione ha cessato la sua attività. Nel frattempo, nel ’64 era
nata “Magistratura Democratica”, espressione di una parte dell’ala
progressista e di sinistra dei magistrati, mentre nel ’62-’63 si era
formato il nucleo di “Magistratura Indipendente”, corrente
tradizionalista che mantenne la maggioranza nell’Anm fino all’81,
quando fu sorpassata da “Unità per la Costituzione”.
COMPOSIZIONE E STRUTTURA - Attualmente, l’Associazione Nazionale
Magistrati, membro fondatore dell’Unione Internazionale dei Magistrati,
conta 8284 magistrati sul totale di 8886 magistrati italiani in
servizio, e il suo Comitato Direttivo Centrale, composto di 36 membri,
è eletto ogni quattro anni con il metodo proporzionale. Al momento ne
fanno parte esponenti delle quattro correnti che operano nel sindacato:
Unità per la Costituzione (14 eletti), Magistratura Indipendente (9
eletti), Magistratura Democratica (8 eletti), Movimento per la
giustizia - Articolo 3 (5 eletti). Il Comitato ha il compito di
eleggere la esecutiva centrale composta da nove membri, tra i quali
Presidente, (in carica è Luca Palamara), vice Presidente, Segretario
generale, vice Segretario generale e direttore della rivista “La
Magistratura”. Infine, ogni due anni si tiene un Congresso pubblico.
Gianluca Marchionne
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 giugno 2009 )
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